L’AQUILA – Dopo una lunga seduta, il Consiglio di facoltà di Lettere, nella serata di mercoledì, ha deciso: è salvo il corso di laurea in Filosofia.
Al suo posto saranno sacrificati tutti i curriculum del corso di Lettere (Beni culturali, Geografia, Lettere classiche, Lettere moderne, Storia, Teatro e spettacolo) e la laurea magistrale in Lingue.
Gli studenti che intraprendono il corso triennale in Lingue dal prossimo anno non potranno proseguire con la laurea biennale nella stessa facoltà aquilana, con immaginabili disagi.
Una scelta definita “sofferta”, che si è resa necessaria a seguito delle nuove normative ministeriali che prevedono parametri molto rigidi per mantenere attivi i corsi di laurea degli Atenei statali: tra cui il numero di docenti per corso.
Proprio in seguito al pensionamento di tre insegnanti (che non possono essere sostituiti a causa del blocco del turn-over stabilito dal Governo), infatti, la facoltà di Lettere ha perso i “numeri” per tenere attivi tutti i corsi.
Il taglio, dunque, è stato inevitabile. La scelta del consiglio di facoltà riguardava solo quale dei corsi “buttare giù dalla torre” fin dal prossimo anno accademico.
“Abbiamo pensato a tutte le possibilità – spiega il preside, Giannino Di Tommaso – e la prima ipotesi presa in considerazione è stata la soppressione di Filosofia (come anticipato ieri da AbruzzoWeb, ndr). Tuttavia, il Consiglio di facoltà ha escogitato un’altra soluzione che dovrebbe essere meno dolorosa della prima”.
La decisione dei professori di Lettere è stata di abolire tutti i curriculum del corso di laurea di Lettere e della laurea magistrale (biennale) di Lingue.
“In questo modo – continua Di Tommaso – siamo riusciti a salvare tutti e tre i corsi di laurea della facoltà: Lettere, Filosofia e Lingue Il curriculum, infatti, è il percorso comprendente le attività e i corsi di studio seguiti dallo studente nell’ambito della sua carriera universitaria. Alcuni corsi di laurea si articolano in curriculum tra cui lo studente deve scegliere, altri no”.
Lettere, dunque, passerà da corso di laurea con sei curriculum a nessuno.
“Questo taglio non ci costerà molto in termini pratici, perché gli studenti pur non avendo un curriculum preciso potranno scegliere il proprio piano di studi in base al percorso preferito – spiega il preside – Il taglio più duro è quello della laurea magistrale di Lingue”.
“Si tratta di una perdita importante per noi – dice Di Tommaso – ma non abbiamo potuto fare altrimenti. D’altra parte questa riforma universitaria ha creato moltissime difficoltà alle Università di tutta Italia”.
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