L’AQUILA – “La fase dell’emergenza è ormai superata, ma non vuol dire che tutti i problemi siano stati risolti”.

Lo ha detto il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, nel suo discorso inaugurale dell’anno accademico 2010/2011, in una cerimonia presso la scuola superiore Guglielmo Reiss Romoli, attualmente sede del rettorato, cui ha partecipato anche il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu.

Sui problemi dell’ateneo, di Orio ha affermato di non poter “nascondere le difficoltà derivate dall’inaspettato e ingiustificato taglio operato nei confronti del nostro Ateneo del 3,72 per cento sul fondo di finanziamento ordinario 2009, che ha smentito di fatto l’accordo di programma sottoscritto dal ministro Gelmini nel maggio 2009”. Una vicenda annosa su cui sono fioccate polemiche nei mesi scorsi.

Dopo di lui sono intervenuti la presidente del Consiglio studentesco, Chiara Carulli, il responsabile del personale tecnico-amministrativo, Pierfrancesco Scoccia, e, nella prolusione, il docente della facoltà di Lettere Fabio Redi, con un intervento sull’archeologia del costruito in situazioni critiche o di emergenza. AbruzzoWeb pubblica i testi completi delle quattro relazioni in formato pdf.

A concludere la cerimonia l’intervento di Pisanu, che prima ha parlato di infiltrazioni e ricostruzione, assicurando massima vigilanza, prima di rivolgersi direttamente ai ragazzi, invitandoli a esigere l’aiuto dallo Stato per vincere la sfida della competitività con gli altri studenti europei e, per gli aquilani, le due sfide aggiuntive di far rinascere l’Ateneo e la città.

LA RELAZIONE DI DI ORIO

I FINANZIAMENTI

Tagli a parte, il rettore ha anche dato qualche buona notizia. “Accogliamo con soddisfazione – ha detto – il fatto che, nella seduta del 24 febbraio, il Comitato tecnico di attuazione del provveditorato alle Opere pubbliche abbia accolto le nostre richieste, destinando circa 5 milioni di euro provenienti dal fondo attivato presso il Cipe dal ministero delle Infrastrutture, per la ristrutturazione della facoltà di Ingegneria, Edificio B, e di Coppito 2, Edifici A e C”. Un finanziamento già anticipato dal rettore su AbruzzoWeb.

I DATI SULLA RICERCA

Di Orio ha anche spiegato che “una recente indagine ha documentato l’aumento di qualità e l’espansione quantitativa dei lavori scientifici pubblicati nell’ultimo trentennio da ricercatori dell’Università dell’Aquila, che si colloca in una posizione lusinghiera e ai vertici degli Atenei centro-meridionali”.

Classifiche alla mano, 28° posto tra le 62 Università italiane per numero di lavori pubblicati su riviste scientifiche internazionali.

Ancora più favorevole all’Ateneo aquilano è la valutazione dell’indice di produzione scientifica generata pro-capite: 26° posto nella graduatoria generale e 2° posto tra gli Atenei dell’Italia centro-meridionale.

”BASTA CON L’ECONOMIA DI GUERRA”

Secondo il rettore, Fondazione universitaria, aziende spin-off, consorzi di laboratori pubblico-privati e il centro di ricerca che sarà realizzato con l’Eni “sono le iniziative in grado di rilanciare l’Aquila come città della cultura, della scienza e della tecnologia e garantire quelle opportunità di crescita sicuramente più stabile e duratura di quanto possa determinare l’effimera affermazione di un’economia di guerra”.

”CONTRARIO ALLA RIFORMA, MA VA APPLICATA”

“Non ho mai nascosto la mia contrarietà alla riforma dell’Università, recentemente approvata, ritenendola solo l’ultima e più recente versione di un attacco ormai antico e trasversale all’autonomia universitaria”, questa la bocciatura di di Orio.
 
“Tuttavia – ha aggiunto – la riforma dell’Università è ormai legittimata da una legge dello Stato che, in quanto tale, deve essere rispettata e, soprattutto, applicata secondo la sua più autentica ispirazione”.

“La filosofia alla base delle riforma – ha sostenuto il rettore – sembra dunque essere il recupero dell’efficienza, intesa come riduzione dei costi. Certo gli sprechi vanno eliminati, affrontando anche le resistenze di chi trae indebiti vantaggi dalla situazione attuale, ma è difficile non vedere come il taglio dei finanziamenti a scuola, università, ricerca e cultura generi rischi gravissimi per il Paese”.

L’AUGURIO

“L’Università pone i presupposti e le finalità per una trasformazione radicale non soltanto del modo in cui abitualmente si pensa, ma anche del modo in cui uomini e donne dotati di conoscenza, competenza e coscienza vivono nel mondo e cercano di cambiarlo in tutti i campi in cui è possibile agire. Ed è questo il modo migliore per provare a prendere in mano il proprio futuro”.

Così il rettore ha chiuso il suo intervento, dichiarando aperto l’anno accademico.

LA CONTESTAZIONE

Questa mattina un gruppo di sette studenti di Azione Universitaria hanno manifestato davanti i cancelli della Reiss Romoli mostrando due striscioni che recitavano: “L’università è sul lastrico, di Orio dimettiti” e “Affittopoli, sprechi, baronie e corsi che chiudono. È questo il futuro dell’Università?”.

“L’università aquilana è diventata un Feudo di Di Orio!” è quanto scrive il coordinatore della Giovane Italia, Alessandro Manetta, in una nota, aggiungendo: “Questo sistema si è consolidato attraverso rapporti di vassallaggio ( con alcuni docenti e alcuni dirigenti ), e con la fedeltà e l’obbedienza dei suoi sudditi ( l’udu )”.

Operazioni poco trasparenti, ma soprattutto una pessima situazione finanziaria generata da una cattiva e irresponsabile amministrazione, sono tra i principali fattori che di fatto stanno facendo precipitare il ‘regno'”.

PISANU: ”GIOVANI E STATO FACCIANO RINASCERE L’ATENEO E LA CITTA”’

L’AQUILA – “La diseguaglianza che c’è tra giovani e adulti in questi ultimi anni non ha precedenti”.

Si è rivolto così agli studenti il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, nel suo discorso di conclusione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Aquila.

“In 150 di Unità d’Italia – ha continuato – non è mai accaduto che il prezzo dei mutamenti economici, sociali e politici ricadesse sui giovani tra i 18 e i 20 anni”.

Secondo Pisanu, i giovani italiani “sono pochi demograficamente, lenti nel raggiungere l’età adulta e in ritardo nel conquistare posizioni significative in tutti i campi. Il mondo giovanile – ha aggiunto – si è impoverito, è un dato che emerge crudamente nel confronto con i giovani di altre generazioni e con quelli stranieri. È uno spreco insopportabile, e che ha forti ripercussioni”

L’ex ministro dell’Interno ha poi ricordato il suo maestro Aldo Moro. “In una profezia che forse non abbiamo capito, ma sicuramente mai seguito – ha affermato – diceva che i giovani e le donne sono le forze del mutamento e su di loro dobbiamo puntare. È arrivato il momento di farlo”.

“Rovesciare le tre parole, pochi, lenti e tardi – ha ammonito poi – spetta alla classe dirigente. Il parlamento e il governo facciano la loro parte con coraggiose prese di posizione politiche, ma i giovani non aspettino la manna dal cielo, esigano atti concreti. Citando Plutarco dico loro di ‘mettere mano alle lance’, non per ferire, ma per rivendicare un patto nuovo tra le generazioni”.

Rivolgendosi nello specifico in conclusione agli studenti aquilani, il presidente dell’Antimafia ha sottolineato che “avete due sfide in più, far rifiorire la vostra università e ricostruire la vostra città. Il mio augurio – ha concluso – è di vincerle tutte, con un impegno più solerte dello Stato”.

DOCUMENTI CORRELATI:

LA RELAZIONE DEL RETTORE

L’INTERVENTO DI CHIARA CARULLI (CONSIGLIO STUDENTESCO)

L’INTERVENTO DI PIERFRANCESCO SCOCCIA (PERSONALE TECNICO)

LA PROLUSIONE DI FABIO REDI