L’AQUILA – “La necessità dei finanziamenti regionali per la prosecuzione dell’attività di ricerca del Crab deriva dalla natura stessa del Consorzio e dei progetti europei e nazionali che prevedono sempre co-finanziamenti da parte di enti pubblici e privati”.
Inizia così la lettera che il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, ha inviato al presidente della Regione, Gianni Chiodi, per spiegare la grave crisi finanziaria che il Consorzio di ricerche applicate alle biotecnologie (Crab) sta attraversando.
“Causa delle problematiche economiche – spiega il rettore – è il ritardo dell’approvazione del Piano regionale delle Ricerche 2010, presentato alla Giunta già dallo scorso 5 marzo”.
“Un ritardo – avverte Di Orio – che rischia di compromettere la prosecuzione della ricerca, che negli anni scorsi si è distinta raggiungendo importanti traguardi, anche con ricadute industriali su tutto il territorio regionale”.
Investimenti importanti, quindi, che gli enti regionali non dovrebbero escludere dai finanziamenti, se si considera la forte crisi patrimoniale non consente al Crab neanche l’accesso al credito bancario, precludendogli così ogni speranza di ripresa.
“Sarebbe davvero imperdonabile – conclude il rettore – se, a causa del mancato sostegno finanziario, venisse messa a rischio la sopravvivenza stessa del Crab, con la conseguente perdita del lavoro da parte di numerosi e qualificatissimi collaboratori che, anche grazie al forte e significativo impulso dato prima dal professor Giovani Schippa e poi dall’attuale presidente Paolo Di Stefano, hanno contribuito a portare la nostra regione all’avanguardia nazionale e internazionale nei settori della ricerca applicata alle biotecnologie”.






