PESCARA – Ancora guai per il direttore generale dell’università “D’Annunzio”, Filippo Del Vecchio.

L’associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino) ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Chieti, inviato anche alla Corte dei conti, che mira a fare luce su due vicende che hanno interessato il direttore generale, che, in parte, hanno già sollevato polemiche e azioni contrarie in ateneo.

L’associazione, rappresentata in conferenza stampa in Provincia a Pescara dal responsabile regionale Giovanni D’Andrea e da quello provinciale Domenico Pettinari, ha detto di essere venuta in possesso di documentazione riguardante la denuncia in forma anonima, attraverso segnalazioni lasciate da ignoti nella propria cassetta delle poste.

Codici chiede anche al rettore Carmine Di Ilio di non aspettare i provvedimenti della magistratura, perché, dice D’Andrea, “anche se non vi fossero illeciti penali, comunque se i fatti venissero accertati dimostrerebbero gravi scorrettezze e violazioni del codice etico”.

L’INDAGINE SUGLI AFFITTI

L’esposto si sostanzia in due punti. Il primo riguarda la procedura selettiva con cui Del Vecchio è stato individuato come candidato idoneo a ricoprire il ruolo di direttore generale all’università teatino-pescarese, dopo essere stato defenestrato dal ruolo di direttore amministrativo dell’Ateneo dell’Aquila, che aveva ricoperto per otto anni.

Al punto 4 della domanda, presentata in data 5 ottobre 2011, il candidato Del Vecchio ha sostenuto di non aver riportato condanne penali e di non avere procedimenti penali in corso. Cosa, quest’ultima, che l’esposto di Codici chiede di accertare, perché ci sarebbero prove che attestano il contrario.

Del Vecchio, inoltre, ribadisce in una missiva inviata al rettore Carmine Di Ilio, in data 3 febbraio del 2012, di non essere a conoscenza del fatto che risultino a suo carico “procedimenti nella fase delle indagini, né procedimenti penali in corso”.

L’esposto allega la lettera in questione. Insieme alla missiva, Del Vecchio invia a Di Ilio anche un certificato della procura dell’Aquila relativo ai carichi pendenti datato 3 febbraio 2012, anche questo allegato dall’esposto.

Ma la denuncia allega anche la certificazione della procura aquilana, rilasciata il 21 febbraio 2012, secondo cui Del Vecchio era iscritto nel registro degli indagati dal 21 febbraio 2011. L’esposto allega l’avviso della conclusione delle indagini preliminari avvenuta il 13 settembre 2012 (l’udienza preliminare è stata fissata il 13 marzo 2013).

Dalla documentazione, dunque, risulterebbe che il dottor Del Vecchio “all’atto della presentazione della domanda del 5 ottobre 2012 – si legge nella denuncia di Codici – e, successivamente, con la comunicazione del 3 febbraio 2012, avrebbe attestato falsamente di non avere procedimenti penali in corso e di non essere sottoposto ad indagini, mentre risulterebbe che fosse a conoscenza delle stesse. E invero sin dal maggio 2011, ben cinque mesi prima della presentazione della sua domanda di partecipazione al concorso, numerosi e ripetuti articoli di stampa riportavano la notizia dell’indagine da parte della procura dell’Aquila a carico di Del Vecchio e del rettore Di Orio per la vicenda dell’ex Optimes”.

Si tratta dell’inchiesta sugli affitti gonfiati dei capannoni dove sono state ricollocate le facoltà del capoluogo le cui sedi sono state distrutte dal sisma del 6 aprile 2009.

IL CONCORSO E LA SEGRETARIA

Il secondo punto su cui si fonda la denuncia di Codici riguarda, invece, una questione che ha già provocato una diffida del rappresentante del personale nel Senato accademico Goffredo De Carolis e un ricorso al Tar di una dipendente dell’ateneo, di cui AbruzzoWeb si è già occupato.

Si tratta del ricorso a una graduatoria, ritenuta non più valida, per autorizzare progressioni verticali per una ventina di dipendenti della “D’Annunzio”.

Codici è venuta in possesso di una missiva anonima inoltrata al vertice universitario e ai sindacati interni che riporta nell’esposto. Vi si scrive che Del Vecchio “ha improvvisamente nominato una ventina di funzionari, con compiti di responsabilità, attingendoli in una graduatoria di concorso interno per un solo posto, ramo informatico, nel cui bando era espressamente previsto l’esaurimento della graduatoria”.

“Tali nomine – si legge ancora – sono prive di necessità e raziocinio amministrativo, portatrici di aggravi sul bilancio della collettività, oltre che palesemente irrazionali e prive di fondamenta dal punto di vista giuridico amministrativo”.

Ma c’è di più: “Riesumando una graduatoria esaurita di un concorso interno per un solo posto di funzionario informatico – si legge ancora – ha anche nominato funzionario informatico, guarda caso, la sua attuale segretaria geometra”.

Codici chiede, dunque, di accertare se quanto riportato nella denuncia corrisponda a vero.