L’AQUILA – “Grandi congratulazioni all’Università d’Annunzio che ha eletto un rettore capace, noto per la sua serietà e per la sua onestà. Caputi era capofila del gruppo di docenti e dipendenti che voleva la discontinuità, quindi con lui c’è una forte speranza che l’Ateneo chietino possa risollevarsi dall’orribile periodo che ha passato con la precedente gestione, riportata da tutti i giornali. Criticità che hanno toccato l’apice con la sospensione da parte della procura di Chieti del rettore e dell’ex direttore generale”.
Così il professore dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti, storico contestatore dell’ormai ex direttore generale dell’Università di Chieti-Pescara, Filippo Del Vecchio, da quando era direttore amministrativo nel capoluogo, sull’elezione di Sergio Caputi a rettore.
Tiberti esprime poi “grande considerazione nei confronti della magistratura di Chieti che ha preso questa decisione, e quindi non bisogna andare a Berlino per trovare un giudice. Perlomeno rispetto ad una parte della magistratura, che è più attenta di altre a determinate problematiche”.
“È chiaro che dopo l’enorme successo del rappresentante della discontinuità – aggiunge – a Chieti dovranno applicare quanto richiesto dal Ministero dell’Università che ha chiesto esplicitamente il licenziamento dell’ex direttore generale e, all’interno dell’Ateneo, che vengano rivisti i benefit e le promozioni di cui ha ampiamente parlato la stampa, che ha addirittura svelato come una signora abbia 33 incarichi assegnatele dal direttore generale”.






