L’AQUILA – Ad alcuni sembrerà uno scandalo in tempi di crisi economica e spending review, ad altri la semplice ricostituzione di un diritto che era stato sospeso a seguito del terremoto.
La cosa quasi certa è che la decisione presa dal Consiglio d’amministrazione dell’Università dell’Aquila farà discutere.
Si tratta della reintroduzione del gettone di presenza per alcuni organi di Ateneo, un indennizzo di cui godono tutti gli altri atenei d’Italia ma che è in stand by nel capoluogo di regione da quasi 6 anni.
La volontà di ripristinare l’”autopremio” era già stata espressa dalla rettrice Paola Inverardi alla fine dello scorso anno, quando il provvedimento era stato approvato dal Senato accademico.
Adesso la conferma che la proposta, per essere efficace, dovrà solo superare il vaglio del collegio dei Revisore dei conti.
Secondo quanto confermato dalla stessa rettrice ad Abruzzoweb, si parla di 16 mila euro annui per la sua carica, 8 mila per ognuno dei 9 membri del cda e i 7 direttori dei Dipartimenti, 3 mila per i due delegati del rettore e 4 mila per i 7 componenti del Nucleo di valutazione.
“Si tratta di cifre lorde e massime – sottolinea la rettrice – e comunque di cifre più basse di quelle percepite in altri atenei”.
I termini della sospensione sono scaduti il 31 dicembre 2013 e l’ex rettore Ferdinando Di Orio, come aveva ricordato.
“A inizio del 2014 abbiamo iniziato a discuterne e siamo arrivati all’approvazione”, spiega.
Lo scorso anno gli unici a mostrare una certa contrarietà alla decisione del cda erano stati gli esponenti dell’Unione degli universitari che avevano poi deciso di riallinearsi alla decisione.
Questa volta, invece, tutto è filato liscio. “Nessuno si è opposto alla proposta”, conferma la rettrice.
L’ultima parola adesso spetta ai Revisori dei conti, l’organo cui spetta il controllo sulla regolarità della gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell’Università.



