L’AQUILA – Allarme dei professori della facoltà di Scienze motorie dell’Aquila dopo la rivelazione fatta da AbruzzoWeb del rapporto sulla prevenzione 2011 dell’Ateneo in cui si evidenziano carenze sulla normativa sulla sicurezza sui posti di lavoro e la mancanza dei certificati di destinazione di alcuni edifici occupati dall’Università.

“Apprendiamo con viva preoccupazione da notizie di stampa pubblicate in data odierna della relazione del prorettore delegato professor Nicola Rotondale in cui si evidenzierebbe che tra gli edifici che presentano criticità in materia di sicurezza è annoverata anche la struttura ex-Optimes, su cui insiste l’attività didattica dei corsi di studio triennali e magistrali in Scienze motorie”, scrivono al direttore amministrativo dell’Università, Pietro Di Benedetto, i professori Maria Giulia Vinciguerra, Antonio Di Giulio e Marco Valenti, presidenti di consigli di area didattica e di laurea.

“Nella nostra qualità di referenti per la didattica di tali corsi e dietro preciso mandato del Cad che si è riunito in data odierna, intendendo sin d’ora con la presente declinare ogni responsabilità in materia di sicurezza degli ambienti dedicati alla didattica di nostra competenza – sottolineano i tre – chiediamo che l’Ateneo fornisca immediate precisazioni e documentazione su quanto reso noto all’opinione pubblica e quindi all’utenza studentesca, docente e amministrativa della sede didattica”.

LA STORIA

Immobili dell’Università dell’Aquila non in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con destinazioni d’uso diverse da quelle per le quali sono utilizzati, compreso il capannone in locazione dell’ex Optimes, al centro di un’inchiesta della magistratura.

È questo il quadro che emerge dalla relazione svolta dal docente di Ingegneria Nicola Rotondale, delegato dal rettore, Ferdinando Di Orio, per le attività di prevenzione e protezione sullo stato di gran parte degli edifici utilizzati da professori, studenti e personale dell’Ateneo del capoluogo fino a tutto il 2011.

Un report consegnato all’inizio dell’anno in cui emergono le assenze, per esempio, dei certificati anti-incendio, delle verifiche sugli ascensori, dei maniglioni anti-panico sulle porte principali e delle autorizzazioni urbanistiche necessarie per lo svolgimento delle attività universitarie.

Rotondale ha passato al setaccio i locali della Reiss Romoli, dell’ex Optimes, della Felix, della Acron, della Filmet, di Coppito, della Gasbarri e del polo didattico. Come sottolinea Rotondale, solo su questi ultimi due “sussistono tutti i requisiti richiesti”.

EX OPTIMES

Mentre per tutti gli altri vengono riportate le criticità emerse, così si scopre che all’ex Optimes “l’impianto di climatizzazione va collaudato, l’impianto termico non risulta ben bilanciato e necessita di interventi, l’impianto elevatore deve essere messo in esercizio”, come scrive Rotondale. Ma le mancanze più gravi derivano dai permessi: “la ditta Gallucci (proprietaria dell’immobile prima che una sentenza lo attribuisse al nucleo industriale, ndr) deve fornire copia della concessione edilizia, la certificazione relativa al cambio di destinazione d’uso rilasciato dal Comune e il certificato di prevenzione incendi (Cpi)”.

Di queste cose l’Ateneo ne discute con il tecnico della Gallucci solo a marzo del 2011, senza peraltro ottenere riscontri, quindi a distanza di oltre un anno e mezzo dalla stipula del contratto di affitto, quello stesso atto che è finito sulla scrivania della procura e che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di Di Orio, dell’ex direttore amministrativo dell’Università Filippo Del Vecchio e di Marcello Gallucci, titolare della società proprietaria dell’immobile.

FACOLTÀ DI LETTERE E FILMET

Problemi simili alla Filmet, dove non ci sono il collaudo delle strutture pre-sisma, il cambio di destinazione d’uso, il progetto con tavole e schemi degli impianti con la relativa attestazione di conformità e il Cpi.

Stesso discorso nello stabile utilizzato dalla facoltà di Lettere a Bazzano: “la società Acron deve fornire copia del progetto originario – scrive l’incaricato del rettore – la certificazione relativa al cambio di destinazione d’uso rilasciato dal Comune e il Cpi”. Inoltre sono rilevate infiltrazioni d’acqua dalla copertura, poi riparate, è necessario fare interventi sulla rete di alimentazione degli idranti e vanno realizzate le protezioni per prevenire le cadute nel vuoto in corrispondenza degli scavi archeologici e deve essere ripristinato il manto dei percorsi stradali interni.

All’incontro con la società Acron partecipano la proprietà, rappresentata da Antonio Monticelli e dal curatore fallimentare Guglielmo Calvi Moscardi, e Del Vecchio che “avoca a sé le competenze”.

REISS ROMOLI E COPPITO

Il certificato di prevenzione incendi non c’è nemmeno alla Reiss Romoli, per ottenere il quale “occorre effettuare degli interventi di adeguamento da parte dell’Ateneo”.

Anche a Coppito sono dolori. Al blocco 11 “non risulta siano stati eseguiti gli interventi minimi richiesti, come cambiare il verso di apertura delle porte delle aule, dotare di maniglione antipanico le porte dell’aula grande posta al primo piano – scrive Rotondale – Inoltre persistono delle lesioni nei pressi dell’uscita della segreteria studenti di Medicina”.

Pure a Coppito 1 “non risulta che siano stati eseguiti gli interventi minimi richiesti come l’inversione del senso di apertura delle porte di accesso di alcune aule con relativa realizzazione di una zona di rispetto. Stessa problematica è stata riscontrata anche per le porte di ingresso alla biblioteca ed alle aule con capienza 100-150 posti, che vanno dotate anche di maniglione antipanico”.

“Per quanto riguarda i locali adibiti a laboratorio in cui è presente la linea di distribuzione gas metano – segnala la relazione sempre in riferimento a Coppito 1 – si è segnalata l’assenza di un adeguato sistema di rilevazione fughe e intercettazione automatica della linea di adduzione”.

Infine manca il Cpi, che sembra una costante nei locali dell’Università. Poi la notazione laconica: “Nel corso di un incontro con Del Vecchio si è, poi, venuto a conoscenza che l’Ateneo aveva commissionato ad una ditta esterna un piano generale di intervento per la rispondenza alle norme di sicurezza. Di tale progetto non si è mai avuta copia”.

PER LE EVACUAZIONI POCHI SOLDI

In ultimo Rotondale si sofferma sull’utilizzo delle risorse destinate dal bilancio alla sicurezza: una cifra di 120 mila euro.

Di queste quasi la metà è stata spesa per la gestione dei rifiuti, l’8% per la formazione del personale e il 10,8% per la redazione dei piani di emergenza e le prove di evacuazione.

Queste ultime, soprattutto alla luce dell’esperienza del terremoto, dovrebbero essere una priorità per i luoghi frequentati da centinaia di giovani ogni giorno, ma per tale finalità vengono destinati solo 13 mila euro in un anno. Una somma che lo stesso delegato del rettore ritiene insufficiente.

LE REAZIONI


L’ADSU: ”LA REISS ROMOLI E’ SICURA”

Per quanto riguarda la parte residenziale del complesso universitario Reiss Romoli dell’Aquila, nello specifico le palazzine A, B, C, D, E e F, attualmente destinate a residenza universitaria gestita dall’Azienda per il diritto agli studi universitari del capoluogo, è stato ricevuto il nulla osta sulle attività dal Comando provinciale Vigili del Fuoco dell’Aquila con numero di pratica 0024471 del 25/11/2009.

Lo rende noto l’Adsu in una nota dopo l’articolo di AbruzzoWeb sulla relazione sugli immobili universitari stilata dal delegato dal rettore per le attività di prevenzione e protezione sullo stato degli edifici.

Fin qui la nota dell’azienda. Secondo quanto appreso da questo giornale, comunque, l’Adsu ha comunicato questo aspetto all’Università che, però, non ne ha tenuto conto nella relazione.