L’AQUILA – Un verbale falso di Senato accademico dell’Università dell’Aquila in cui viene dato per discusso e approvato un punto dell’ordine del giorno in realtà mai trattato: quello sulla nascita della Scuola di medicina, alla cui guida molti rumors d’Ateneo vorrebbero in futuro il rettore uscente, Ferdinando Di Orio, non più ricandidabile e quindi alla ricerca di una nuova “occupazione”.
È questa la grave accusa formulata in una nota dal direttore del dipartimento di Scienze (Discab) Edoardo Alesse, un oppositore del rettore, che cita una lettera della prof Paola Inverardi, già preside della ex facoltà e altra appartenente alla schiera degli antagonisti dell’attuale governance.
Un ennesimo caso che avvelena ancora di più il clima pre-elettorale nell’Ateneo aquilano, dove le elezioni per il nuovo rettore sono in programma entro il mese di giugno.
Una denuncia che, dalle aule e dai contesti universitari, potrebbe finire in tribunale dove Di Orio è già sotto processo per i presunti affitti gonfiati dei locali della ex Optimes all’interno dei quali sono state ricollocate alcune facoltà dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
“Nella riunione del Senato accademico la nostra deliberazione si limitava al punto 1 ossia la determinazione di due date per la presentazione dei progetti comuni – scrive la Inverardi secondo quanto riportato da Alesse – Non abbiamo mai deliberato sul punto 2, che oltre a non essere stato posto in votazione, è palesemente in contrasto con la legge 240, e con il nostro Statuto”, appunto quello sulla nascita della scuola.
Da quanto appreso da AbruzzoWeb, i contestatori del verbale hanno chiesto di avere la registrazione audio della seduta, obbligatoria per legge, per poter ricostruire com’è andata davvero. E se ci saranno difformità tra l’audio e il verbale, sono molto probabili strascichi giudiziari.
L’approvazione discussa riguarda l’istituzione della Scuola di medicina, prevista come facoltativa dalla riforma Gelmini nell’ambito dei dipartimenti, che hanno sostituito le facoltà.
Secondo Alesse, il rettore uscente ha accelerato sulla Scuola di medicina creando una corsia preferenziale rispetto alle altre.
“Ha forzato un tragitto istitutivo in maniera illegittima e asimmetrica, fissando scadenze variabili a seconda della tipologia delle scuole senza che ve ne sia una reale motivazione”, scrive Alesse, che sottolinea anche le contestazioni della Inverardi.
Parlando ancora del rettore dice che “ha addirittura alterato il senso delle deliberazioni del Senato accademico introducendo un punto, né discusso né tantomeno votato, in cui si attribuisce al Senato la facoltà di pronunciarsi, in assenza di una proposta congiunta tra i Dipartimenti, sulla base delle proposte avanzate dai singoli Dipartimenti”.
Da notare che Alesse fa parte della fazione degli “oppositori” dell’attuale governance, il direttore Discab si è già misurato con Di Orio perdendo nel 2007 la corsa alla carica di rettore.
Questa nuova denuncia arriva con l’Ateneo squassato e profondamente diviso dal pre-elezioni, con la guerra tra i delfini di Di Orio, a caccia di un successore visto che non è ricandidabile dopo due mandati, e quelli che auspicano una svolta. Alberto Orsini



