L’AQUILA – Slitta a domani il Consiglio studentesco dell’Università chiamato a esprimere un parere sul modello studiato dalla governance e dal rettore, Paola Inverardi, per reintrodurre il pagamento delle tasse dopo 5 anni di esenzione come strumento di sostegno post-sisma.
Gli studenti si sono divisi, quelli di centrosinistra dell’Unione degli universitari (Udu) sono contrari al modello e chiedono una rivoluzione, quelli di centrodestra di Azione universitaria hanno dato invece il placet.
Il parere che arriverà oggi dall’organo studentesco è necessario ma non vincolante rispetto a quello del Consiglio d’amministrazione, che domani avrà, invece, l’ultima parola, anche perché venerdì 1° si aprono le immatricolazioni.
Sul tema, intanto, interviene il vice coordinatore aquilano di Forza Italia, Roberto Santangelo, in una nota polemica con l’associazione studentesca di centrosinistra.
“Per 5 anni, l’assenza di tasse è stato un potente strumento di marketing, portandoci però a competere al ribasso (abbiamo attratto studenti perché non si pagavano le tasse) e non certo sul versante della qualità – scrive – Ma questo effetto dumping prima o poi doveva finire. L’università non può pensare di mantenere o aumentare gli attuali standard qualitativi rinunciando ai 14 milioni di euro che da quest’anno non verranno più trasferiti”.
Secondo Santangelo, “l’Udu si sta comportando alla stregua di alcune sigle sindacali nelle vicende Alitalia e Teatro dell’Opera di Roma, dove per difendere rendite di posizione e assecondare ondate populiste si perde di vista il quadro complessivo e lo scenario di estrema criticità. Inoltre, alleandosi con spezzoni dell’apparato baronale ereditato da Di Orio – prosegue – cercano di fermare l’azione riformista e innovatrice della rettrice Inverardi”.
Altro tema di discussione, “si dice che non è giusto far pagare le tasse universitarie in una città ancora non ricostruita, ma le tasse universitarie si corrispondono non per i servizi della città, ma per quelli di competenza dell’Ateneo (didattica, spazi studio, percorsi formativi…) e in questo senso occorre riconoscere che, se il Comune di fatto è assente, la struttura dell’università, sia quella amministrativa che il corpo docenti, ha fatto uno sforzo poderoso per tornare a una situazione di quasi normalità”.



