L’AQUILA – “Auspichiamo che l’Università dell’Aquila prenda provvedimenti riguardo un grave esempio di mala-educazione, e una lezione piena di pregiudizi e qualunquismo che puntano pericolosamente ad accentuare il divario tra donna e uomo, screditando sia l’una che l’altro e nutrendo degli stereotipi fortemente dannosi”.
Il collettivo Fuori Genere, da anni in prima linea per lotta alle discriminazioni di genere, raccoglie in un lungo post pubblicato sui social la denuncia in merito ad una lezione di psicologia nell’ateneo aquilano, in cui un professore ha mostrato a studentesse e studenti due slides sull’argomento “L’ascolto come capacità di interpretazione”, elencando poi le caratteristiche di quello che sarebbe ‘l’italiano delle donne’ e ‘l’italiano degli uomini'”. Una lezione che Fuorigenere reputa traboccante di “luoghi comuni” “pregiudizi” e “sessismo”.
Spiega Fuorigenere: “Ecco l’elenco del “dizionario di genere” elaborato dal professore: ‘L’italiano delle donne’ ovvero: Sì = No; – No = Sì; Forse = No; Mi dispiace = Ti dispiacerà; Abbiamo bisogno = Voglio; Decidi tu = La decisione dovrebbe essere ovvia; Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualche cosa; Certo, fallo pure se vuoi = Non voglio che tu lo faccia; Sei così virile… = Hai bisogno di raderti; Spegni la luce = Ho la cellulite; Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d’accordo con me; Mi ami? = Sto per chiederti qualcosa di molto costoso”.
Prosegue Fuori Genere: “Questo invece ‘L’italiano degli uomini’: Ho fame = Ho fame; Ho sonno = Ho sonno; Sono stanco = Sono stanco; Cosa c’è che non va? = Con quale insignificante trauma psicologico auto inventato stai combattendo?; Sì, mi piace il tuo taglio di capelli = 50 euro e non è cambiato nulla; Andiamo al cinema? = Mi piacerebbe fare sesso con te; Posso portarti fuori a cena? = Mi piacerebbe fare sesso con te; Posso avere l’onore di un ballo? = Mi piacerebbe fare sesso con te; Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = Mi piacerebbe fare sesso con te; Ti amo! = Voglio fare sesso con te, ora!; Parliamo = Sto solo cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e sensibile e forse allora accetterai di fare sesso con me”.
Da qui il durissimo commento: “I pregiudizi ed il qualunquismo di cui sono permeate le righe sopracitate puntano pericolosamente ad accentuare il divario tra donna e uomo, screditando sia l’una che l’altro e nutrendo degli stereotipi fortemente dannosi, talmente evidenti che è inutile sottolinearli, ma in particolare rabbrividiamo nel vedere in una slide accademica, il pericolosissimo concetto secondo cui quando una donna dice NO in realtà significa Sì, andando a solidificare ed accrescere i bias cognitivi ed emotivi di quella che è la cultura dello stupro. E’ inaccettabile che tale messaggio passi all’interno delle aule di un’università”.
“Consapevoli che nell’Ateneo della nostra città sono presenti docenti di grande professionalità e spessore culturale e umano, ci auguriamo che l’Università prenda provvedimenti riguardo questo grave caso di mala-educazione e che sia in grado di prevenirne altri in futuro – prosegue Fuori G 4enere – . Ci chiediamo infatti a questo punto quale sia il ruolo delle università e in generale dell’educazione scolastica, che è uno specchio della società stessa. Ci rendiamo conto che in questo ambito esistano rapporti di potere, che collocano il binomio studente-insegnante all’interno di un rapporto di verticalità, per cui dissentire non sempre è facile, soprattutto quando siamo educatə al valore dell’obbedienza sin da piccolə. Ma sappiamo che è la disobbedienza ad attivare il cambiamento: sappiamo che a volte è necessario dire quel “NO”, che significa “NO”, per spezzare le catene che imprigionano la nostra mente e la nostra vita”.
In conclusione, Fuori Genere invita studenti e studentesse a segnalare il verificarsi di episodi simili: “Invitiamo le studentesse e gli studenti a tenere sempre vivo un sano pensiero critico e ad avere il coraggio di contestare sempre tali manipolazioni culturali all’interno di un sistema che dovrebbe tutelare proprio la dinamicità dell’intelletto umano. Sappiate che nel farlo non sarete mai solə. Se qualcunə avesse altri episodi simili da segnalare può scrivere un messaggio alla nostra pagina. La cultura è libertà: tuteliamola”.






