L’AQUILA – La convenzione tra l’Università dell’Aquila e la Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila fa litigare i due dipartimenti sanitari dell’Ateneo.
Da un lato gli oppositori del rettore, Ferdinando Di Orio, dall’altro i suoi fedelissimi: ieri, infatti, il direttore del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), Edoardo Alesse, aveva accusato il capo dell’ateneo aquilano di aver “cambiato le carte in tavola contravvenendo all’intesa trovata nell’ultima riunione della commissione paritetica”, arrivando al punto di non riconoscerlo “come garante dei nostri diritti e come interlocutore istituzionale”.
In soccorso di Di Orio arriva in soccorso oggi, invece, Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) e suo braccio destro, rivolgendo “un sentito ringraziamento al magnifico rettore Ferdinando Di Orio per il difficile ruolo di mediazione che sta ricoprendo nei rapporti tra Asl e Università al fine di salvaguardare interessi istituzionali prioritari dell’Ateneo nonostante il periodo contingente di crisi che, a tutti i livelli, sta attraversando il Paese”.
Sullo sfondo, intanto, si consuma la battaglia politica per la successione a Di Orio, giunto alla scadenza del suo secondo mandato dopo 9 anni, di cui 2 di proroga grazie alla riforma Gelmini, e che non può ricandidarsi.
Un periodo caratterizzato da profonde lotte intestine all’Ateneo e da strascichi giudiziari: Di Orio, infatti, dovrà subire tre processi nel prossimo mese di ottobre. È imputato a Roma per concussione e all’Aquila per diffamazione aggravata, entrambi i filoni nati da esposti del suo grande nemico, il professore dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti.
Inoltre, sempre all’Aquila il rettore è sotto processo per abuso d’ufficio (assieme ad altri due imputati) nell’ambito dell’inchiesta sui maxi affitti dei capannoni ex Optimes in cui sono state ricollocare le facoltà universitarie che hanno avuto le loro sedi danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009.
Le elezioni sono state convocate per il prossimo 30 maggio dal decano di Ateneo, Aniello Russo Spena, uno dei probabili competitori, anche se al momento, l’unico prof ad aver presentato già ufficialmente la propria candidatura è Paola Inverardi, ex preside della facoltà di Scienze. Con lei aveva manifestato l’intenzione di correre per la poltrona più prestigiosa dell’Univaq Angelo Luongo, docente di Ingegneria ed ex prorettore, poi caduto in disgrazia e liquidato dall’incarico da Di Orio.
Della partita potrebbero essere anche Francesco Parasiliti, anch’egli della ex facoltà di Ingegneria, e due ex presidi, Fabrizio Politi (Economia), e la stessa Cifone (Medicina).
In attesa che le carte vengano scoperte e la gara si infiammi, continuano gli scontri tra i gruppi di un Ateneo che sta conoscendo divisioni, più o meno palesi, laceranti.
A testimonianza di ciò la circostanza che non è la prima volta che Discab e Mesva si fronteggiano: come nel caso della furiosa resa dei conti che si è avuta durante la riunione di qualche giorno fa della commissione paritetica, organo misto Asl-Università, chiamata a valutare il processo di riorganizzazione della sanità in provincia dell’Aquila, e in particolare nei rapporti tra strutture ospedaliere e Ateneo.
Contestatissimo dai primari di provenienza universitaria è, in particolare, il declassamento di alcuni reparti a conduzione accademica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila con la trasformazione di unità operative complesse in dipartimentali e semplici, in attuazione di quanto viene richiesto dal decreto Balduzzi convertito in legge a fine 2012 sul taglio della spesa sanitaria.
Un processo di taglio e cucito delle unità operative stabilito secondo quanto spiegato dal direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Giancarlo Silveri, da precisi parametri nazionali.
Il piano portato alla luce da AbruzzoWeb ha evidenziato anche alcuni casi considerati clamorosi dagli addetti ai lavori come la falciatura del reparto di Oculistica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un’eccellenza di livello regionale che genera mobilità attiva, ossia un flusso di pazienti e conseguenti fondi da fuori regione.
La convocazione della Commissione paritetica era stata richiesta a gran voce una decina di giorni fa, anche attraverso un incontro con i media, da Alesse, oppositore di Di Orio (alle scorse elezioni fu proprio lui a sfidare il rettore in carica) così come i docenti dell’Area clinica convenzionati con la Asl.
I due dipartimenti era arrivati a questionare pesantemente sull’istituzione della Scuola di medicina e persino sui manifesti di inaugurazione del corso di laurea magistrale in Medicina: casus belli il mancato inserimento nella locandina di promozione dell’evento del logo del Discab mentre era in bella vista quello del Mesva.
LA NOTA DELLA CIFONE
Il Consiglio del Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, nella seduta del 16 aprile 2013, si è espresso rispetto alla bozza di convenzione tra la ASL n. 1 e Università dell’Aquila. Apprezzamenti sono stati espressi rispetto alla proposta di inserimento in convenzione di importanti strutture a direzione universitaria, quali la U.O.S.D. Anatomia Patologica e la U.O.S.D. Ematologia, nonché il nuovo convenzionamento di Colleghi Ricercatori e Tecnici che, in molti casi per anni, hanno svolto la loro attività assistenziale a titolo totalmente gratuito.
Il Consiglio di Dipartimento ha rivolto un sentito ringraziamento al Magnifico Rettore Prof. Ferdinando di Orio per il difficile ruolo di mediazione che sta ricoprendo nei rapporti tra Asl e Università al fine di salvaguardare interessi istituzionali prioritari dell’Ateneo nonostante il periodo contingente di crisi che, a tutti i livelli, sta attraversando il Paese.
Il Consiglio di Dipartimento ha, altresì, avanzato varie proposte specifiche per ottimizzare le scelte da operare e raggiungere i migliori risultati ottenibili tenendo conto delle esigenze formative in ambito medico e sanitario, senza, comunque, perdere di vista la necessità che ha il Direttore Generale Dott. Silveri di rispettare vincoli e disposizioni di legge tendenti al risanamento del deficit nella sanità.
Con l’occasione, sempre nell’interesse della nostra sede universitaria e, quindi, del territorio cui fa riferimento, il Consiglio ha invitato il Rettore a continuare a sensibilizzare gli interlocutori regionali a riconoscere appieno, nella stesura del nuovo Protocollo d’Intesa, le esigenze collegate ad una attività assistenziale considerata da sempre inscindibile da quella didattica e di ricerca.
Tali esigenze, riconducibili ad entrambe le Scuole di Medicina abruzzesi, sono peraltro ben definite dalle normative vigenti che, nella nostra Regione, continuano, oramai da troppi anni, ad essere disattese.



