L’AQUILA – “Forse i dati della classifica degli Atenei italiani dovrebbero essere letti con maggiore attenzione e, soprattutto, senza pregiudizi”.
Lo afferma Ferdinando Di Orio, rettore dell’Università dell’Aquila, che interviene per chiarire la sua posizione su interpretazioni che definisce “non corrette” da parte degli organi di stampa, in particolare riguardo un articolo uscito su AbruzzoWeb, sulla classifica delle Università italiane stilata dal Sole24Ore.
“A fronte di ottimi risultati ottenuti in quasi tutti gli indicatori utilizzati per stilare la classifica, alcuni hanno voluto enfatizzare negativamente i dati relativi alla dispersione, cioè alle mancate iscrizioni al secondo anno dopo l’immatricolazione, e al rendimento, cioè i crediti ottenuti nell’anno solare 2010″, scrive Di Orio.
“Non si è tenuto conto, però – evidenza il rettore – che questi dati si riferiscono al periodo immediatamente successivo al sisma che ha visto molti studenti immatricolati nel 2009-2010 non confermare la propria iscrizione l’anno successivo, proprio a causa delle conseguenze del sisma”.
“Come, d’altra parte – prosegue – proprio il 2010 è l’anno in cui gli studenti hanno più risentito delle ripercussioni del terremoto sull’organizzazione generale della didattica. In quel periodo, infatti, la maggior parte degli studenti era costretta a viaggiare quotidianamente dalle sedi di residenza e ciò ha impedito loro di ottenere un maggior numero di crediti formativi”.
“Spiace che siano stati enfatizzati questi dati che sono peraltro spiegabilissimi – continua ancora Di Orio – e non si sia sottolineato che, pur riferendosi la classifica del Sole24Ore al periodo successivo al terremoto, l’Ateneo aquilano sia risultato, nella graduatoria complessiva che tiene conto di tutti gli indicatori considerati, al 33° posto in Italia e primo tra gli Atenei abruzzesi. In particolare, la nostra Università ha conseguito un’ottima performance in alcuni importanti indicatori: è al secondo posto in Italia per numero di immatricolati da fuori regione, al nono posto per quota di finanziamenti per la ricerca derivanti da enti esterni, al quattordicesimo posto per numero di occupati a tre anni dal titolo”.
“Si tratta di ottimi risultati che, non mi stancherò mai di ribadirlo – conclude Di Orio – sono merito dell’impegno di tanti studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo che, pur in condizioni difficilissime, hanno mantenuto elevata la qualità dell’attività accademica svolta all’interno del nostro Ateneo, come oggi confermano, solo a volerle guardare senza pregiudizi, le classifiche del Sole24Ore“.



