CHIETI – Università d’annunzio nella bufera. Il fronte anti Di Ilio e Del Vecchio si allarga anche ai docenti universitari. Dopo le tante battaglie tra il vertice dell’ateneo e i lavoratori tecnici e amministrativi, che comunque non abbassano la contestazione, adesso i problemi per la dirigenza universitaria arrivano anche dai professori. 

La contestazione, infatti, scoppia all’interno del consiglio d’amministrazione, sinora “braccio armato” del rettore Carmine Di Ilio e del direttore generale Filippo Del Vecchio, che adesso ci ripensa e inizia in parte a contestare le decisioni del dg Del Vecchio. Il rettore è sceso, come ha sempre fatto, a sostegno del suo direttore e così il vertice della storica università abruzzese appare sempre più da solo in mezzo alla bufera. 

Il teatro dello scontro è costituito dalle ultime riunioni del cda, dove arriva una mozione di sfiducia contro Del Vecchio. La scintilla che ha acceso lo scontro è la ristrutturazione della ex caserma Bucciante alla villa comunale, dove l’università allestirà un museo che contribuirà a farla diventare il nuovo polo culturale cittadino.

Per trasformare l’ex caserma nella futura “cittadella della cultura” di Chieti, il dipartimento di Architettura è pronto a lavorare gratuitamente. Ma da una “progettazione a costo zero”, decisa dallo stesso cda a gennaio scorso, si passa a una onerosa convenzione con il Provveditore alle Opere Pubbliche.

Cinque consiglieri d’amministrazione se ne accorgono ad ottobre scorso e, non solo chiedono di tornare alla progettazione a costo zero affidata ad Architettura, ma puntano anche il dito contro il dg che avrebbe tradito la volontà del cda.

Nasce così l’attacco al cuore del vertice universitario: la mozione di sfiducia nei confronti del dg firmata dai consiglieri d’amministrazione Antonio Bianchini, Luigi Capasso, Cristina Caroli Costantini, Luigi D’Addona, Ezio Ercole e Ivo Vanzi. 

Le ultime sedute del cda si trasformano in un’arena, con il rettore Di Ilio che cerca di fare muro contro la fronda dei professori che ha trovato in Capasso, direttore del museo universitario il proprio punto di riferimento. Nelle diverse sedute i voti sull’argomento si risolvono sul filo di lana con i due rappresentanti degli studenti Alessio Di Lanzo e Giovanni Guida che si dimostrano essenziali per non far andare in minoranza il vertice dannunziano.

Alla fine sulla ex caserma i frondisti l’hanno avuta vinta. Ma sulla sfiducia al dg no. Anche perché alla seduta del cda della scorsa settimana manca un voto determinante, proprio quello del professor Capasso, che alla vigilia della riunione aveva ricevuto una lettera che lo estrometteva dal cda. Motivazione: l’incompatibilità con il ruolo di direttore del museo universitario, museo che aveva creato lui stesso anni prima. 

Così, dopo anni da consigliere del cda e direttore del museo universitario, l’ateneo improvvisamente si accorgere che il professor Capasso non può ricoprire il doppio ruolo. Immancabile, anche in questo caso, il solito parere del collegio dei revisori dei conti che sembra dare il via libera a tutte le decisioni più scomode e discusse del vertice universitario.

Con Capasso fuori dai giochi, il cda della resa dei conti, quello di lunedì scorso, si è risolto con un nulla di fatto.  Di fronte al “decido io” del rettore Di Ilio, cinque consiglieri d’amministrazione si alzano e lasciano la seduta e così non si decide più nulla: né la sfiducia a Del Vecchio né tutto il resto, compresa l’approvazione del bilancio preventivo che deve essere fatta entro la fine dell’anno, pena l’arrivo di un commissario.