PERUGIA – Dopo decenni di governi di sinistra, nell’Umbria rossa ha vinto la candidata del centrodestra, Donatella Tesei. 

In attesa dei dati definitivi le prime proiezioni danno la candidata del centrodestra tra il 56,5% e il 60,5%. Vincenzo Bianconi, sostenuto dal centrosinistra e dal M5S è in un range tra 35,5% e il 39,5%.

Da giorni ormai, Matteo Salvini dava per scontata la vittoria: secondo il leader leghista questo risultato rappresenterebbe il colpo finale al governo giallorosso. 

Definendo il voto in Umbria una “lezione di democrazia, che se la ricordano per i prossimi 50 anni”, il leader leghista ha affermato: “A gennaio votano Calabria e Emilia-Romagna, in primavera sarà la volta della Toscana. Poi andiamo a votare a livello nazionale e torniamo al governo dal portone principale”.

Era il primo test del governo giallorosso guidato dal premier Giuseppe Conte, l’Umbria terreno di prova del “patto civico” tra Pd e M5s che entra a livello locale dopo il patto nazionale, ma anche la possibilità per il Centrodestra di confermarsi coalizione vincente in tutti gli appuntamenti alle urne di questo 2019.

otevole la partecipazione al voto degli elettori.

Cresce di quasi 13 punti rispetto al 2015 l’affluenza alle elezioni regionali umbre secondo i dati definitivi del ministero dell’Interno riferiti a tutti e 92 Comuni. E’ infatti del 52,8 rispetto al 39,92 della precedente consultazione. Quindi più 12,88 punti percentuali.

Alle 12 il dato era superiore di poco più di 4 punti rispetto a quello del 2015 alla stessa ora. Riguardo al dato delle province, alle 19, in quella di Perugia l’affluenza è stata del 53.09% (contro il 40,63% del 2015) e in quella di Terni del 51,97 (37,9).

Gli altri 6 candidati erano Claudio Ricci, sostenuto da Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria (4 anni fa era il candidato del Centrodestra, sconfitto dalla Marini); Emiliano Camuzzi, sostenuto da Potere al Popolo e Partito Comunista italiano; Rossano Rubicondi, sostenuto dalla Lista del Partito Comunista; Giuseppe Cirilli, sostenuto dal Partito delle Buone Maniere; Martina Carletti, sostenuta dalla lista Riconquistare l’Italia; Antonio Pappalardo, sostenuto dalla lista dei Gilet Arancioni.