ROMA – “La candidatura e la vittoria di Lorenzo Cesa contro Gianpiero D’Alia, quindi il nuovo contro il vecchio rappresentato da Pierferdinando Casini, era qualcosa di impensabile solo qualche mese fa”.
Così Sergio Tiberti, docente dell’Università dell’Aquila appena eletto consigliere nazionale dell’Unione di centro, reduce da un congresso considerato dai più epocale nella storia del partito, passato dal governo di un uomo solo a una linea politica collegiale rappresentata da un segretario eletto.
Una svolta necessaria per una formazione, quella della Vela, che nel corso del tempo ha visto il suo consenso assottigliarsi fino a raggiungere risultati minimi alle ultime elezioni politiche, caso simbolo quello dell’Abruzzo, con la picchiata negativa sotto il 2%.
Nel corso dell’assemblea, con il voto decisivo degli abruzzesi (11 delegati da Chieti, 5 da Pescara, uno da Teramo, assenti gli aquilani per protesta), il partito ha riconsegnato le chiavi a Cesa, segretario uscente, riconfermato all’ultimo secondo con 439 voti contro 431 del casiniano D’Alia.
“L’onorevole Cesa, già segretario uscente, si è candidato contro il candidato di Casini, un duello inimmaginabile almeno fino a questo congresso – sottolinea – Infatti, tale era la candidatura di D’Alia che aveva dichiarato, tanto per capirci, che in caso di vittoria, la gestione del partito non sarebbe stata collegiale”.
“Sembra paradossale, ma la candidatura è la vera novità, perché rappresenta una discontinuità con il passato. L’Udc non è più il partito a uso e consumo di Casini. E in Abruzzo, è ufficialmente scomparsa la figura di Giorgio De Matteis, un’invenzione politica di Casini”, aggiunge poi.
Secondo il professore romano, “per l’Abruzzo la vittoria di Cesa rappresenta un successo per i dirigenti abruzzesi come Enrico Di Giuseppantonio (presidente della Provincia di Chieti, ndr) e gli altri che hanno sempre tenuto fede al proprio mandato e alla propria scelta politica, e che hanno votato al Congresso la mozione vincente di Cesa”.
“Questo avrà un forte riverbero sul ruolo di premiership nella gestione del partito in Abruzzo: il vecchio commissario, Armando Dionisi, è stato sollevato dall’incarico e al suo posto è stato nominato Nedo Poli, che in questa fase di rinnovamento del partito in regione ha acquisito forza e sta già facendo molto bene – precisa Tiberti – C’è bisogno di rilanciare il partito e la strada è quella giusta”.
A supporto di tale analisi, il prof tira fuori il “bel risultato dell’Udc in Sardegna alle ultime regionali, che hanno permesso al partito un ottimo balzo in avanti, arrivando all’8%, in alcune zone ha addirittura superato il 30%”.
Di questo passo, secondo il professore, “si può ipotizzare per le Regionali in Abruzzo una ripresa dell’Udc che sicuramente andrà sopra il misero 1,7% che alle politiche del 2013, frutto dell’infelice scelta dei candidati alla Camera e al Senato, anche a seguito della scelta casiniana di appoggiare Monti”.
Quest’ultimo riferimento di Tiberti non è casuale e rimanda a diversi ‘casi’, come quello dell’abruzzese Nicoletta Verì, che era capolista al Senato nella formazione Monti legata alla Vela, nonostante fosse di estrazione Popolo della libertà e mai tesserata con il partito, “valutata intorno all’1%, pur se candidata da Casini”.
Quanto agli scenari nel nuovo governo di Matteo Renzi, “insieme agli alleati dei Popolari per l’Italia, che hanno visto la mancata riconferma dell’ottimo ministro Mario Mauro, che ha provocato un serio disappunto, dopo la vittoria di Cesa abbiamo avuto il giusto riconoscimento nella nomina sottosegretari e vice ministri”.
La Vela ha Gianluca Galletti come ministro nell’Ambiente, trattato direttamente da Casini. Ora con una deliberazione congressuale, sarà il segretario politico a occuparsi delle nomine.
Ma per Tiberti, al netto delle critiche Casini resta comunque “una figura storica e un punto di riferimento di questo partito”.





