ROMA – Con il voto decisivo degli abruzzesi (ma non dagli aquilani assenti), Lorenzo Cesa, segretario uscente dell’Unione di centro, ha vinto al fotofinish (435 voti contro 431) la sfida per la segreteria al congresso nazionale del partito, battendo Gianpiero D’Alia, candidato emanazione dello storico leader Pierferdinando Casini.
Una vittoria raggiunta anche grazie ai voti dei 17 delegati provenienti dall’Abruzzo, dei quali 11 da Chieti, 5 da Pescara, uno da Teramo e nessuno dall’Aquila.
Da quanto si è appreso, l’unica che avrebbe potuto rappresentare il capoluogo di regione, la coordinatrice provinciale Morena Pasqualone, non ha rinnovato la tessera per motivi a oggi ignoti e ha quindi dovuto disertare l’appuntamento congressuale.
Altri delegati aquilani, in particolare della Marsica, eletti in quota all’ex leader regionale Rodolfo De Laurentiis, sono ora lontani dalla Vela e coinvolti nell’avventura di Abruzzo Moderno, e anche per questo le poltrone riservate agli aquilani sono rimaste desolatamente vuote.
La vittoria di Cesa segna la fine di un’era, quella di Casini che da sempre veniva indicato come suo nume tutelare. “Era un segretario tecnico-organizzativo ma decideva il leader, ora Cesa diventa un segretario politico”, riassume il consigliere regionale Antonio Menna, presente all’appuntamento.
Che sarebbe stata sfida tra Casini e Cesa si era capito subito, anche se all’inizio i protagonisti erano tutti diversi. Il primo ha schierato D’Alia, ministro per la Semplificazione nel governo Letta ma fatto fuori in quello di Renzi e quindi a caccia di una collocazione.
Cesa ha risposto con Antonio De Poli, che ricopre il ruolo di questore al Senato, ma quando ha capito che su questo nome ci sarebbero state fratture e dispersione di voti ha deciso di riproporsi in prima persona, arrivando a spuntarla.
La vittoria di Cesa costituisce una sonora bocciatura del vice presidente del Consiglio regionale abruzzese, l’aquilano Giorgio De Matteis, in quota al Movimento per le autonomie e al tempo stesso coordinatore del coordinamento a 7 della Vela.
Nonostante faccia parte all’Emiciclo di un partito non più esistente (l’ex leader Raffaele Lombardo è stato condannato in questi giorni per concorso esterno in associazione mafiosa), un escamotage visto che in questa consiliatura lui sosteneva la maggioranza mentre Menna è stato all’opposizione, De Matteis si è candidato alle ultime Politiche con la Vela spaccando il partito e raggiungendo risultati minimi.
Gdm dava per certa una vittoria dei casiniani e una sua promozione a guida del partito ma ora dovrà rivedere questi piani, così come la Pasqualone, in odore di candidatura alle regionali se avesse prevalso D’Alia e quindi Casini.
Inoltre, la conferma di Cesa guasta i piani per l’Abruzzo dell’ex commissario del partito Armando Dionisi, che appoggiava D’Alia in opposizione al segretario nazionale che lo ha fatto saltare, nominando al suo posto Nedo Poli.
“Finalmente un congresso vero, una gara vera e propria tra due candidati e due schieramenti – commenta Menna – Credo che questo abbia dimostrato che l’Udc non è finita e ha un futuro, è un mattone per la casa comune dei moderati italiani. Nel bipolarismo lo spazio c’è ed è nel progetto di Partito popolare europeo”.
Il consigliere fa presente che in sede congressuale si è detto “basta con le scelte a macchia di leopardo su dove schierarsi nelle elezioni locali, saranno univoche dai Comuni fino al governo nazionale, al di là di questo che è momentaneo e di emergenza”.
Alla luce di questo, “per le Regionali del 25 maggio discuteremo e decideremo tutti insieme. Sono stato all’opposizione in questi 6 anni, ma neanche mi sono alleato con il centrosinistra. Non è questione di allearsi con Chiodi, ma se il partito deciderà di allearsi lo farà con il centrodestra”, conclude. Alberto Orsini




