LANCIANO – Il presunto capo dell’associazione a delinquere finalizzata alle truffe online, Maurizio Aramino, ha risposto alle domande del gip nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto oggi nel carcere di Lanciano (Chieti), “ammettendo parzialmente le responsabilità” delle accuse che gli sono state mosse dalla procura della Repubblica frentana.
“Sì, c’è stata una parziale ammissione di responsabilità da parte di Aramino – spiega il difensore, Carlo Di Mascio – alcune situazioni circa le truffe perpetrate su Internet fin dal dicembre 2009 sono state ammesse. Con la collega Tristana Di Bucchianico, che ha presenziato all’interrogatorio, abbiamo chiesto di commutare la misura cautelare in arresti domiciliari”.
Aramino, che in alcune intercettazioni insultava un aquilano in riferimento al terremoto, “Speriamo che L’Aquila ti caschi sulla testa!” affermava, è stato arrestato dagli agenti della polizia Postale mercoledì notte, insieme a Gianfranco Rossi: entrambi sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa con altre due persone, N.N. e M.A., ricercate dalla Polizia.
“Rossi ha risposto alle domande del gip – spiega l’avvocato Giacinto Ceroli – sottolineando come ormai da anni non ha più rapporti con Aramino, cui in passato si limitava solo a fornire prodotti informatici che non gli sono stati poi pagati. I dissapori tra i due sono noti e ci sono anche delle intercettazioni che lo dimostrano”, aggiunge Ceroli.
Anche per Rossi è stata chiesta la commutazione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.






