L’AQUILA –  La notizia dell’avviso di garanzia ricevuto da Giovanni D’Ercole, arcivescovo ausiliare dell’Aquila, è arrivata anche in Vaticano.

Monsignor D’Ercole è accusato di aver fornito false informazioni al pubblico ministero nel corso del suo interrogatorio come persona informata sui fatti e di aver riferito al professore romano Fabrizio Traversi, che è poi stato arrestato, segreti inerenti a un procedimento penale, di fatto ostacolando le indagini.

I reati contestati al presule si iscrivono nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata truffa ai danni dello Stato perpetrata attraverso la “Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo” di cui a lungo i vescovi D’Ercole e Molinari sono stati a capo.

“Posso solo ribadire la mia sincerità, confermare che ho piena fiducia nella magistratura e quando sarò ascoltato nuovamente avrò modo di chiarire tutto e di dimostrare la mia perfetta buonafede”, ha dichiarato ieri il presule.

Il caso diffuso da tutti i giornali, anche quelli cattolici ha raggiunto in tempo reale il Vaticano. Sulla questione saranno chiamati a intervenire vari uffici, compresi quelli della Conferenza episcopale, presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco.

L’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, il primo ad aver appreso la notizia dell’avviso di garanzia dal diretto interessato, dovrà ora stabilire la linea di condotta della Curia aquilana.

L’arcivescovo D’Ercole, che è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica e che rischia di subire un processo, potrebbe chiedere di essere trasferito in un’altra diocesi. In tal caso sarà costretto a presentare direttamente al Pontefice la rinuncia del governo pastorale dell’arcidiocesi aquilana.