ROCCA DI CAMBIO – “Il cranio ritrovato ieri da escursionisti a circa 1.700 metri di quota, nella zona di Monte Cagno, è probabilmente quello di mio padre”.
A dirlo ad AbruzzoWeb è Stefano Benso, il figlio di Marco Benso, l’anziano di 88 anni, romano, scomparso il 29 luglio del 2024 mentre era in vacanza a Rocca di Cambio (L’Aquila) dopo essere uscito per fare una passeggiata senza più tornare.
“Lo deduciamo” aggiunge, “dopo aver ossservato con attenzione il cranio stesso di cui i carabinieri ci hanno inviato una fotografia. Ora dovremo attendere diverse settimane prima di avere il responso ufficiale tramite il Dna ma a nostro avviso non ci sono molti dubbi”.
Della stessa opinione anche la criminologa e sociologa, Maria Gaia Pensieri, presidente del Comitato scientifico persone scomparse che ha seguito la vicenda.
“Secondo noi”, dichiara, ” si dovrebbe trattare di Benso. Adesso ci saranno accertamenti e al cranio manca anche la mandibola. Al momento la certezza non esiste ma viste le ricerche fatte lungamente sul territorio e dopo aver fatto anche comparazioni di altri scomparsi, il luogo dove è stato ritrovato questo teschio lascia pensare che si possa trattare di lui. Chiaro che solo il Dna potrà accertarlo, e il Dna dei familiari è già inserito un modo ufficiale nella banca dati delle persone scomparse. Questo renderà più facile e rapido l’accertamento con il Dna estratto dai denti della persona deceduta. Il resti saranno portati all’obitorio dai carabinieri. Tutto, comunque, dipende dal pubblico ministero ma sarà il Racis dei Cc di Roma a dover fare la comparazione”.
“In questo momento”, aggiunge, “siamo in contatto con i familiari cercando di sostenere i figli e la moglie di Benso supportandoli in quelle che sono le loro perplessità e necessità”.
Benso era uscito a piedi con maglietta e pantaloncini rossi. Era diretto verso il bar del paese, dove aveva sorseggiato un caffè. Non aveva con sé il portafogli e al barista, aveva detto che sarebbe tornato a casa a prendere i soldi. È stata una telecamera della zona a consegnare agli investigatori l’ultima immagine di lui. Sono state fatte ricerche ovunque e ci sono state anche segnalazioni, forse anche approssimative, da parte di persone che avevano riferito di averlo visto salire su un bus all’Aquila.
I familiari avevano anche offerto una ricompensa di 4mila euro a chi desse notizie utili per la ricerca dell’88enne che era appassionato di trekking, podismo e alpinismo.






