PESCARA – Mario e Lorena Straccia non hanno riconosciuto con certezza Roberto nel ragazzo ritrovato morto a Bari.

Il corpo, infatti, è rimasto troppo a lungo in mare e il volto non è riconoscibile, anche se la mamma Rita ha riconosciuto le chiavi e l’iPod.

Si parla di “certezza al 99 per cento”, ma per chiarire ogni dubbio saranno decisivi l’autopsia e l’esame del Dna.

“Manca l’identificazione ufficiale”, ha infatti ammesso una nota ufficiale della questura di Bari. Gli esami ci saranno la settimana prossima, “sicuramente non lunedì”.

Tuttavia gli indumenti trovati sul cadavere, pantaloncini rossi con due bande laterali bianche, k-way blu, scarpe da ginnastica di colore chiaro, è stato confermato che corrispondono a quelli indossati da Roberto al momento delle scomparsa da Pescara, ma sarà necessario attendere gli esami per un’identificazione certa, come spiegano gli investigatori.

Intanto la Polizia di Bari ha sequestrato il lettore musicale e le chiavi e li consegnerà ai carabinieri del reparto operativo di Pescara.

Sul corpo, stando a un primo esame, non ci sono segni di violenza.

LA QUESTURA DI BARI: ”MANCA IDENTIFICAZIONE UFFICIALE”

“Allo stato, in relazione anche alle alterazioni subìte dal corpo a seguito della permanenza in mare, non si è pervenuti all’ufficiale identificazione della salma”.

È quanto scrive in una nota la questura di Bari dopo il ritrovamento del cadavere di un uomo sul lungomare di Bari-Palese che potrebbe appartenere a Roberto Straccia.

Secondo la questura pugliese, dopo il ritrovamento del cadavere i riscontri compiuti da polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri sulle persone recentemente scomparse hanno permesso di rilevare che gli indumenti trovati indosso al cadavere “corrispondono a quelli indossati all’atto della scomparsa da Roberto Straccia”.

“Sono in corso di svolgimento da parte della locale procura della Repubblica – conclude la nota – ulteriori approfondimenti al fine di pervenire all’identificazione ufficiale del cadavere e all’accertamento delle cause del decesso, anche a mezzo di esami del Dna e autoptici che saranno effettuati nei prossimi giorni, il più sollecitamente possibile, essendo indispensabile effettuare i dovuti adempimenti processuali”.

ESAME DNA E AUTOPSIA ”SICURAMENTE NON LUNEDI”’

Hanno lasciato l’istituto di medicina legale di Bari da un’uscita secondaria i genitori di Roberto Straccia, Mario e Rita, e la sorella del giovane, Lorena.

I tre sono così sfuggiti alle domande dei cronisti assiepati davanti all’ingresso principale della struttura che si trova all’interno del policlinico.

Il funzionario delle ‘Volanti’ della questura di Bari che segue il caso, Maurizio Galeazzi, ha detto che “la prossima settimana, sicuramente non lunedì”, saranno compiuti l’autopsia e l’esame del Dna per risalire all’identificazione del giovane che oggi non è stata possibile a causa del pessimo stato di conservazione del corpo.

“La famiglia – ha detto Galeazzi rispondendo ai cronisti – dovrà necessariamente tornare a Bari se sarà utile”.

Il funzionario ha sottolineato che le indagini sono affidate congiuntamente a polizia e carabinieri.

LA MADRE RICONOSCE CHIAVI E IPOD

La madre di Roberto Straccia, Rita, ha riconosciuto nel cadavere trovato oggi a Bari gli indumenti indossati dal figlio al momento della scomparsa, oltre alle chiavi e all’iPod.

A riferirlo sono i carabinieri di Pescara, sottolineando che, però, neanche la donna ha riconosciuto con certezza il figlio nel corpo ritrovato in Puglia, a causa delle pessime condizioni di conservazione.

IL DUBBIO DEL PADRE

L’incertezza e la prudenza in questo momento sono massime. Poco prima della smentita, infatti, il sindaco Mercuri aveva spiegato: “Ho parlato col padre, è abbastanza sicuro che il corpo ritrovato nel porticciolo di Palese, a Bari, sia del figlio”.

E in effetti, al di là del responso degli esami medici, molti dei primi riscontri lo lascerebbero credere.

La notizia ha lasciato tutti sconcertati anche nel piccolo centro di Moresco, dove nessuno ha voglia di parlare.

Molti tuttavia si chiedono come abbia fatto il corpo a scendere dal mare di Pescara fino a Bari, sia pure trascinato dalle correnti, e come sia caduto in acqua. Da accertare anche la circostanza del ritrovamento in un porticciolo.

Pochi invece hanno ancora voglia di credere che il corpo non sia quello di Roberto.

SI SPEGNE IL BLOG, ”E’ L’ORA DEL SILENZIO”

“Ora penso sia arrivato il momento del silenzio. Quindi per l’affetto virtuale che nutro per Roberto, per la sua famiglia e per i suoi amici che tanto si sono mobilitati nelle ricerche ho deciso di non pubblicare altre notizie che non provengano da fonti ufficiali che ci illuminino sul destino di questo ragazzo”.

È il messaggio pubblicato on line da Giovanni Lombardo, il curatore del blog (http://cerchiamoroberto.wordpress.com/) creato nei giorni scorsi per contribuire alle ricerghe di Roberto Straccia.

“Vi invito ad aspettare e sperare – prosegue, rivolgendosi ai navigatori che cliccano sul blog – Le supposizioni, le comparazioni non servono a nulla, si può solo sperare perché, per fortuna, la speranza nessuno può togliercela. Non appena avrò notizie ufficiali le pubblicherò sul blog ma per adesso è meglio tacere, bisogna lasciare in pace la famiglia che sta vivendo un momento così terribile”.

“Le lacrime della sorella, la compostezza e la dignità di papà Straccia e il dolore della madre meritano rispetto. A presto – conclude – in attesa di avere notizie ufficiali. Ciao Roberto e un abbraccio alla famiglia Straccia”.

ANSIA E CORDOGLIO SUL WEB 

“Siamo in ansia e ci stringiamo al cordoglio della famiglia di Roberto Straccia, che si è diretta a Bari per il riconoscimento, e a quello degli amici che in questi 24 giorni non hanno smesso e non continuano a smettere di cercarlo”.

Così la rete reagisce alla notizia del ritrovamento di un cadavere, che molto probabilmente è quello dello studente scomparso a Pescara il 14 dicembre.

Il commento era stato scritto stamani sul blog “Cerchiamo Roberto Straccia” (http://cerchiamoroberto.wordpress.com), creato negli ultimi giorni per contribuire alla soluzione del caso e che ora ha decretato il silenzio.

“Anche questo blog – prosegue il testo – spera che il corpo ritrovato non sia di Roberto, ma visto il carattere della notizia seguiremo per tutta la giornata in diretta l’evolvere degli eventi. No no, speriamo di no…”.

MASCIA: ”I NOSTRI PENSIERI PER LA FAMIGLIA”

“In questo momento i nostri pensieri, le nostre preghiere, sono rivolte tutte alla famiglia di Roberto Straccia, a papà Mario, mamma Rita e alla sorella Lorena, che si stanno recando a Bari per il riconoscimento del corpo ritrovato nel porto stamane”.

È il commento del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che sta seguendo di ora in ora l’evolversi della vicenda inerente la scomparsa dello studente marchigiano.

“Se le indagini anatomopatologiche dovessero confermare che si tratta del corpo di Roberto – aggiunge il primo cittadino – sarebbe un dramma per tutti, per la piccola comunità di Moresco, il paese d’origine, ma anche per Pescara che, dallo scorso 14 dicembre non ha mai smesso di cercare il giovane studente marchigiano”.

Per Mascia, “il nostro dovere ora è di rispettare il dolore e l’angoscia della famiglia e di lasciare agli inquirenti il delicato compito di proseguire indagini che dovranno fare piena luce sulla vicenda”.

UNA MATTINATA CONVULSA

Un cadavere è stato scoperto stamani sugli scogli sul lungomare a Nord di Bari.

Dai primi rilievi sembra sia stato portato dalla mareggiata delle ultime ore e, secondo l’agenzia Agi, non si esclude che possa trattarsi del corpo di Roberto Straccia, lo studente marchigiano di 24 anni scomparso a Pescara il 14 dicembre scorso mentre correva sul lungomare della città abruzzese.

Secondo l’agenzia Ansa, ci sono “concrete possibilità” che il cadavere del giovane ripescato in mare nel rione Palese di Bari sia quello di Straccia.

Lo si apprende da fonti vicine alle indagini.

Al momento comunque non c’è ancora un’identificazione ufficiale anche perché le condizioni del cadavere, trovato grazie alla segnalazione di un passante al 113 che lo ha scorto tra gli scogli nello specchio d’acqua prospiciente via Tenente Massaro, nel quartiere Palese di Bari, sono segnate dalla lunga permanenza in mare.

Il corpo è stato trasferito nell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico dove si presume verrà compiuta l’autopsia che sarà disposta dalla Procura della Repubblica di Bari.

VESTITI SIMILI ALL’ULTIMA FOTO

Addosso al corpo, a quanto si è appreso, sono stati trovati pantaloncini di colore rosso con strisce laterali bianche, una giacca impermeabile tipo k-way blu e scarpe da ginnastica grigie.

Particolare inquietante, si tratta di un abbigliamento molto simile a quello che Straccia mostrava di avere nell’ultima foto in cui è stato visto vivo.

L’ipotesi che il cadavere possa appartenere al giovane marchigiano, viene sottolineato, la si desume da “diversi elementi”.

Questi ultimi sono in fase di riscontro da parte del medico legale dell’Università di Bari, Gianfranco Divella.

CARABINIERI PESCARA IN PARTENZA PER BARI

I carabinieri di Pescara, impegnati nelle ricerche di Straccia, si stanno recando a Bari, dove questa mattina il cadavere di un uomo è stato recuperato dai vigili del fuoco e dalla Capitaneria di porto nelle acque del porticciolo di Palese.

Anche ambienti vicini alla Procura pescarese, che indaga sulla scomparsa, non escludono possa trattarsi del giovane.

ANCHE I FAMILIARI VANNO IN PUGLIA

I familiari di Straccia stanno andando a Bari, dove è stato ripescato il cadavere.

“Non ho notizie confortanti” ha detto Mario, il padre del ragazzo, senza fare ulteriori dichiarazioni.

GLI AMICI: “LO HANNO BUTTATO IN MARE”

“Siamo confusi e non abbiamo informazioni precise, ma io non credo assolutamente che Roberto sia caduto in acqua. Secondo me qualcuno lo ha buttato in alto mare. Poi il corpo è rientrato verso la costa”.

È questo il primo commento di Emanuele Pulcini, uno degli amici marchigiani di Roberto Straccia.

“Stavamo venendo a Pescara dalle Marche – aggiunge – ma dopo aver saputo la notizia ci siamo fermati”.

Un’altra manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica, dopo quella di ieri cui ha partecipato anche Emanuele, era in programma per domani: una “corsa della speranza aspettando Roberto”.

AMICI SU FACEBOOK: “SPERIAMO ANCORA”

“Speriamo non sia lui, aspettiamo conferme, preghiamo per questa famiglia”.

Corre su Facebook e la pagina web “Troviamo Roberto Straccia” (3.177 iscritti), la notizia che potrebbe essere dello studente universitario di Moresco (Fermo), scomparso da Pescara il 14 dicembre scorso mentre andava a fare footing, il cadavere del giovane in calzoncini rossi e k-way blu restituito dalle correnti marine a Bari.

Angelo e Michela sono due degli amici abruzzesi di Straccia che hanno animato la pagina sul noto social network: “Non vogliamo dire nulla in questo momento, aspettiamo notizie dal padre e dalla sorella di Roberto, che sono partiti per Bari”.

24 GIORNI DI RICERCHE VANE

Roberto Straccia, 24 anni, di Moresco (Fermo), studiava e viveva a Pescara, in via Gabriele D’Annunzio, nei pressi dell’università, dove frequentava Mediazione linguistica con buoni risultati.

È uscito da casa nel primo pomeriggio del 14 dicembre per andare a correre. Indossava un k-way azzurro, pantaloncini rossi, calzettoni e cappello nero e scarpe da tennis bianche. Non aveva con sé il telefonino, ma solo le chiavi di casa.

Si è avviato di corsa sul lungomare sud di Pescara, tant’è che una telecamera a fianco al porto turistico lo ha ripreso di spalle proprio mentre correva in direzione Nord, seguendo il tragitto di sempre.

Da allora, erano le ore 14.39, non c’è più alcuna traccia dello studente universitario che tutti, dagli amici ai familiari, descrivono come una persona tranquilla, solare e con progetti per il futuro, a partire dalla laurea.

A far scattare l’allarme dopo la sua scomparsa sono stati i giovani coinquilini di Roberto che si sono rivolti ai carabinieri del Reparto operativo, coordinato da Giovanni Di Niso, la sera del 14 dicembre.

Da quel momento i militari dell’Arma hanno attivato le ricerche, senza mai interromperle, non solo sul lungomare della città, dove Roberto correva abitualmente fino alla Nave di Cascella per poi tornare indietro sullo stesso percorso, ma anche nella pineta e in tutto il capoluogo adriatico, spingendosi anche verso Montesilvano, Francavilla e pure oltre, ottenendo la collaborazione del Reparto mobile di Bari e di molti volontari.

Nel laghetto artificiale della pineta si sono immersi i sommozzatori, senza esito.

A Pescara sono arrivati i cani molecolari, specializzati nella ricerca di persone, che hanno indicato la presenza di Roberto sul lungomare e alla pineta dannunziana, dove potrebbe essere stato.

Gli amici marchigiani e pescaresi hanno fatto di tutto per trovarlo: volantini con la foto di Roberto sparsi ovunque, una fiaccolata, diverse battute di ricerca, una pagina su Facebook, un numero verde per le segnalazioni (ne sono arrivate 600 in poco più di un giorno), e il giorno dell’Epifania l’ultimo corteo sul lungomare di Pescara con un sit in in piazza della Rinascita, cuore della città.

Tanti gli appelli lanciati da amici e parenti, primi tra tutti il papà Mario, la madre Rita e la sorella Lorena per avere ogni informazione utile e arrivare a riabbracciare il 24enne, che ha compiuto gli anni il 28 dicembre e che tutti avrebbero rivoluto a casa per le feste di fine anno.

La procura, sostituto procuratore Giuseppe Bellelli, ha incaricato un perito informatico per studiare nel dettaglio i cellulari e i telefoni dello studente.

Chi conosceva bene Roberto ha sempre escluso con assoluta certezza l’ipotesi del suicidio e quella dell’allontanamento volontario da casa.

PESCARA, ALTRI TRE SCOMPARSI IN VENT’ANNI

Sono tre le scomparse misteriose avvenute negli ultimi vent’anni a Pescara, a cui si è aggiunta nell’ultimo mese quella di Roberto Straccia.

Alla fine degli anni ’80 è morto in circostanze poco chiare un giovane giocatore di handball di Pescara, Gianluca Evangelisti, di 17 anni, che viveva con la famiglia nella zona Nord della città.

Il suo motorino, un ‘Sì’, fu ritrovato all’epoca, nel1989, al molo Nord del porto ma di lui si persero inspiegabilmente le tracce. Il corpo fu ritrovato in mare, in provincia di Chieti. A Gianluca è stato intitolato di recente un torneo sportivo di handball.

Alla fine degli anni ’90, nel 1997 per l’esattezza, sparì nel nulla un bambino di 11 anni, Davide Mutignani. Il suo corpo fu ripescato nel fiume dopo tre settimane di ricerche durante le quali gli investigatori arrivarono anche a Napoli. Era caduto in acqua mentre giocava e il fratello poi ammise di averlo visto annegare.

È ancora un giallo, invece, la scomparsa di un dipendente del comune di Pescara, Luigi Di Paolo, di 50 anni, addetto dell’ufficio anagrafe. Di lui non si hanno più notizie dall’inizio dello scorso anno e non è stata trovata neppure la sua auto.