PESCARA – Contro la piattaforma petrolifera di Ombrina Mare oltre 250 adesioni di associazioni, sindacati, movimenti e comitati, enti locali, organizzazioni politiche, diocesi e aree protette, il dissenso acquista proporzioni raramente viste sul territorio.
Il fronte del no riesce a organizzare una mobilitazione che avrà la sua giornata clou domani pomeriggio, sabato 13, a Pescara.
Il corteo contro il petrolio partirà alle ore 15.30 dal Ponte del mare e proseguirà lungo il fiume verso piazza Italia, corso Vittorio Emanuele, corso Umberto, girando si via Fabrizi per poi raggiungere il lungomare Matteotti e fermarsi allo Stadio del Mare.
Qui si è deciso di chiedere in prestito la voce a un attore, Domenico Galasso del gruppo “Artisti per il Matta”, che leggerà un documento condiviso e si farà interprete in questo modo delle ragioni della protesta.
La chiusura, invece, sarà affidata alla musica di Anemamè e C.U.B.A Cabbal. Claudio Di Toro, cantante degli Anenamè, ha detto di aver scritto una canzone dedicata al problema, intitolata proprio “No Ombrina”. Una operazione di questo genere il gruppo l’aveva già fatta in occasione della protesta contro il Centro Oli.
Questa mattina la manifestazione è stata presentata al Caffè Letterario di Pescara dal presidente regionale del Wwf, Luciano Di Tizio in rappresentanza delle associazioni ambientaliste, Renato Di Nicola di Abruzzo Social Forum in rappresentanza del mondo dei movimenti, Angelo Allegrino presidente di Confcommercio Chieti, Giancarlo Di Ruscio in rappresentanza delle cantine sociali, dal presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta, in qualità di membro del comitato scientifico del Cai, e da Marcello Goussot dell’Agesci (protagonista dell’ultimo flash mob contro Ombrina degli studenti della “d’Annunzio” di Chieti).
Tra i Comuni hanno confermato la presenza i maggiori centri della regione: Chieti, Pescara, L’Aquila, Lanciano (Chieti), Giulianova (Teramo), Pineto (Teramo), Francavilla (Chieti), Ortona (Chieti), Popoli (Pescara), Vasto (Chieti) e Montesilvano (Pescara). Ci saranno anche la Provincia di Chieti e decine di Comuni più piccoli dell’entroterra.
Nello specifico, sinora hanno aderito (ma le adesioni sono ancora aperte): 178 fra associazioni, sindacati, movimenti e comitati, 46 comuni, 17 organizzazioni politiche, la Provincia diChieti, tre diocesi (Chieti, Pescara e Lanciano), tre parchi nazionali, un parco regionale e sette riserve regionali.
“Gli enti locali e la Regione – spiega Di Tizio – assieme ai diversi partiti e movimenti politici che hanno aderito alla protesta, dovranno ora riuscire a trasformare in atti concreti di difesa del territorio questa grande mobilitazione. Dai ricorsi al Tar, fino all’approvazione di nuove leggi”.
Lo schema, insomma, è quello della protesta contro il Centro Oli che si voleva realizzare fra Ortona e Tollo (Chieti), progetto arenato proprio grazie alla mobilitazione popolare. Arianna Iannotti




