L’AQUILA – Una quindicina di avvocati hanno avuto la spiacevole sorpresa di trovare chiuso l’ufficio notifiche (Unep) del palazzo di giustizia all’Aquila, fatto mai avvenuto prima, che ha impedito loro di far notificare i loro atti con il rischio di far saltare le udienze per scadenza dei termini a causa dei tempi non rispettati o di decadere dall’esercizio di un diritto.

Erano tanto irritati per un fatto da loro ritenuto grave, al punto che stavano pensando di chiamare i carabinieri per interruzione di pubblico servizio anche se si tratta di un  reato perseguibile di ufficio una volta appreso dalla procura della Repubblica.

“È come se un paziente va in ospedale e trova chiuso il pronto soccorso”, hanno commentato alcuni di loro.

Poi sembra che siano stati notificati solo alcuni atti urgenti ma ciò non ha placato il disappunto dei legali tra i quali erano presenti davanti agli uffici chiusi Raniero Marinucci, Stefano Massacesi, Fabrizio Giancarli, Fabrizio Fiore e altri ancora.

Non è chiara la ragione per la quale ci sia stato il disguido a fronte del fatto che l’ufficio notifiche al momento non ha un responsabile nominato ed è ridotto a minimi termini con molti pensionamenti non rimpiazzati. Anche perché per via delle Pec il lavoro è assai diminuito.

Domani dovrebbe esserci un incontro tra avvocati e il presidente facente funzioni della Corte di appello per trovare una soluzione e soprattutto per fare in modo che il disguido non si ripeta.