L’AQUILA – L’ex presidente vicario della Corte di appello, Aldo Manfredi, è andato in pensione pochi giorni fa,  evento suggellato con una cerimonia a palazzo di Giustizia dell’Aquila, insieme alla presidente, Fabrizia Ida Francabandera, pure lei ora  in quiescenza. In occasione di quella affollata manifestazione un loro collega ha commentato che se  vanno via comunque quanto essi hanno fatto e hanno detto resta.

Questa opportuna considerazione conferma la attualità di alcune valutazioni fatte da Manfredi, in occasione della relazione dell’anno giudiziario dello scorso gennaio sui disagi negli uffici giudiziari aquilani. Da allora non è cambiato molto. E si tratta di temi attuali che dovranno essere affrontati dal prossimo presidente della Corte quando, tra alcuni mesi sarà nominato. e dal Comune che posssiede il palazzo di via XX  Settembre.

“Permangono tuttora”, ebbe e dire, nella sua relazione  “le criticità seguite alla ricostruzione del Palazzo di Giustizia dell’’Aquila, da anni evidenziate. La distribuzione degli spazi fra i quattro uffici ospitati nell’immobile (Corte d’Appello, Procura Generale, Tribunale e Procura della Repubblica) non è adeguata alle reali esigenze degli stessi, soprattutto degli Uffici giudicanti, che non godono proporzionalmente di spazi sufficienti a garantire un’adeguata sistemazione degli uffici e del personale, sia di quello magistratuale, aumentato di quattro unità in Corte d’Appello e di due in Tribunale, che di quello amministrativo, incrementato in modo significativo dal personale assunto a tempo determinato con fondi PNRR, cui si è aggiunto personale a tempo determinato di varie qualifiche (tecnici di amministrazione, tecnici di edilizia, tecnici contabili, tecnici IT e operatori data entry)”. Nella relazione si è anche accennato alla ncessità di una pianta organica adeguata per la Procura distrettuale visti i  tanti procedimenti in corso.

“La pianta organica dei magistrati del Distretto”, era riportato nella rekazione 2025  “è pari a 216 posti, di cui 159 negli Uffici giudicanti e 57 negli Uffici requirenti; al 30.6.2024 erano scoperti 17 posti nei primi (scopertura del 10,69 %) e 6 posti nei secondi (scopertura del 10,53%), con un tasso lievemente più basso rispetto allo scorso anno”. “Lo stesso tribunale distrettuale dell’Aquila dispone di una pianta organica di soli 13 magistrati, nonostante sia gravato da importanti competenze distrettuali (DDA, riesame, imprese, prevenzione, protezione internazionale), che obbligano pressoché tutti a funzioni promiscue”.

“Tuttora è irrisolto”, era scritto  nella relazione, “il problema della eventuale sistemazione del personale in servizio negli accorpandi Tribunali di Avezzano e Sulmona, da anni in regime precario di volta in volta prorogato. Gli spazi siti al piano terra, nel progetto originario destinati a sede di un bar (oggi adibito a URP) e di una filiale bancaria sono stati assegnati al Tribunale per sopperire, almeno in parte, alle esigenze logistiche di tale Ufficio; il Provveditorato alle OO.PP. ha provveduto nei primi mesi del 2024 la consegna dei nuovi spazi. Grazie al programma di performance previsto dal PNRR in tema di riqualificazione del patrimonio immobiliare e alle modifiche previste dal D.L. 68/2022 che hanno consentito l’ingresso in servizio di tecnici di edilizia, si è iniziato a far fronte alle problematiche manutentive ordinarie e straordinarie degli Uffici giudiziari aquilani e di tutto il distretto”.

Previsto, tra le cose più importanti, l’adeguamento prevenzione incendi  nel palazzo di giustizia dell’Aquila, dove  un anno fa c’è stato, per l’appunto un incendio ai piani bassi che ha comportato notevoli problemi, e negli altri uffici circondariali.