L’AQUILA – Domani mattina i tanti dipendenti del palazzo di giustizia dell’Aquila torneranno al lavoro nei locali di via XX Settembre, dopo che, a causa di un incendio causato da un corto circuito al piano meno 2, l’aria è divenuta malsana e nociva e le attività sono state trasferire nella sede di Pile. Il rientro segue le rassicurazioni, peraltro parziali, dell’Arta che assicura il buon esito della bonifica in quasi tutti gli ambienti. Ma ad addetti e sindacati non basta e l’allarme resta.
A fronte di questo vale la pena ricordare come gli operatori della giustizia, nei 10 giorni nel quali si sono trasferiti provvisoriamente negli uffici di Pile, hanno lavorato con estremi disagi, (5 cancellerie in una sola stanza) assicurando udienze che diversamente, senza la loro abnegazione, sarebbero state rinviate.
I sindacati hanno inviato una lunga e dura lettera ai vertici degli uffici giudiziari (Procura generale, corte di appello, procura della Repubblica, tribunale, etc), chiedendo un incontro urgentissimo e manifestando senza remore, le loro perplessità. Del resto quando si parla di salute non ci devono essere mezze misure. Essi fanno 11 contestazioni che sembrano poggiare su solide basi.
“Le scriventi OO.SS. in relazione all’incendio interno al Palazzo di Giustizia di L’Aquila” si legge nel documento, “facendo seguito alle numerose segnalazioni e richieste pervenute dal personale, in merito alle modalità di gestione dell’emergenza ed al mancato e/o parziale coinvolgimento delle OO.SS., dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, nonché del Presidente del Tribunale, del Procuratore della Repubblica e del COA, (Pag. 2 di 4 verbale del 01.07.2024, dove i suddetti non erano presenti, in quanto non convocati), viste le successive disposizioni a firma esclusivamente del Presidente della Corte di Appello e del Procuratore Generale della Repubblica ed a seguito del provvedimento che ha confermato la riapertura del Palazzo di Giustizia per lunedì 8 luglio 2024, osservano delle criticità”.
Ecco l’elenco delle contestazioni: “1. Mancata sospensione dell’attività lavorativa sin dalla giornata di lunedì 24/06/2024 a seguito del principio di incendio del 22/06/2024; 2. Mancato e/o parziale coinvolgimento delle OO.SS. e dei RLS in rappresentanza di tutti i lavoratori, in merito a quanto da attuare per una ripresa dell’attività lavorativa nel palazzo di giustizia in sicurezza e nel rispetto della normativa di legge (attività lavorativa peraltro mai interrotta in quanto dislocata sin dall’inizio presso altri Uffici giudiziari dislocati in sede diversa, a via Pile – L’Aquila); 3. Parziale coinvolgimento di altri Uffici presenti nel Palazzo di Giustizia (tribunale e procura); 4. Mancata trasmissione di relazioni scritte in merito alle attività svolte da parte di tutte le ditte e gli enti intervenuti, il cui invio era stato richiesto da più parti nel corso della riunione via teams del 27/06/2024; 5. Scarso numero di prelievi effettuati in merito alla superficie interna totale del Palazzo di Giustizia, peraltro concordati in riunioni dove non erano presenti tutti i Capi degli Uffici, le OO.SS. i RLS, con rischio di possibile pregiudizio per la salute dei lavoratori che non hanno certezza sull’effettiva salubrità di tutti gli ambienti di lavoro; 6. Limiti di legge indicati dall’ARTA, validi esclusivamente in ambiente outdoor, come peraltro indicato sia nella relazione ARTA che in quella dell’ASL e non in ambienti indoor; 7. Mancata presenza di relazione scritte in merito alla sostituzione di filtri, pulizia, bonifica e igienizzazione del sistema aeraulico, degli ambienti e delle superfici da parte di ditte specializzate e certificate; 8. Mancata indicazione relativamente all’effettuazione dei prelievi dell’aria, in particolare se gli stessi siano stati effettuati a finestre chiuse e con l’impianto aeraulico in funzione, visto che il palazzo è servito da aerazione forzata e vi sono numerosi ambienti di lavoro sprovvisti di finestre; 9. In relazione al campionamento di polveri sottili risultate essere prossime ai limiti di legge (effettuato in ambiente corridoio palazzina B in corrispondenza della stanza 018 che di fatto corrisponde al corridoio a servizio di tutte le cancellerie civili del Tribunale al piano terra, v. la relazione ARTA), si fa notare che tali concentrazioni non sono state rilevate all’interno della stanza 018 come scritto nella relazione ASL bensì nel corridoio antistante, a servizio di tutti locali della cancelleria civile; per cui si rappresenta la necessità di interdire l’utilizzo di tutte le cancellerie civili al piano terra del Tribunale fintanto che siano ristabilite le condizioni di salubrità degli ambienti suddetti, previe nuove campionature ed attività da concordare con il datore di lavoro”.
“10.Dall’esame della relazione ARTA del 05/7/2024, in relazione ai diversi campionamenti effettuati il 03/07/2024, sembrerebbe che i risultati riportati siano riferiti esclusivamente alla campionatura al piano terra edificio B – corridoio antistante la stanza 018, mentre non sarebbero presenti i risultati delle restanti campionature; 11.Si rappresenta la necessità di effettuare campionature anche in altri locali, maggiormente vicini al punto” d’incendio rispetto ai piani superiori del palazzo di giustizia (corridoi, uffici e aule d’udienza al piano -1, archivi al piano -2, corridoi e uffici al piano terra e al piano 1, nonché nelle stanze prive di aerazione naturale)”.
“Alla luce di quanto sopra rappresentato, si chiede, in attesa di un incontro urgente al fine di valutare le problematiche e le criticità evidenziate, che i singoli Capi Ufficio prendano in considerazione, per gli Uffici di rispettiva competenza, l’eventuale adozione di provvedimenti di chiusura, anche parziale, degli ambienti di lavoro suddetti, al fine di garantire il rientro in sicurezza di tutti i lavoratori, nel rispetto della normativa di legge in vigore prevista per gli ambienti di lavoro”.
La nota sindacale è stata redatta da Cgil (Anthony Pasqualone), Cisl (Emma Libertini), Usb (Emanuela Tatananni)“, Confsasl Unsa (Luca Antonio D’Angeli).






