L’AQUILA – Una montagna da quasi 2 milioni di tonnellate, oltre 119 mila trasporti effettuati, da ben 7.032 cantieri, verso 89 punti di conferimento, non solo in Abruzzo, ma anche in altre regioni.
Sono i numeri imponenti, e aggiornati in tempo reale, che è possibile leggere sul sito www.maceriesisma2009.it, relativo alla rimozione trasporto e conferimento in discariche autorizzate dal 2009 delle macerie, ovvero cemento, ferro e acciaio, vetro, legno e decine di altri materiali risultanti dai lavori di ricostruzione post-sismica.
Un monitoraggio open source, che rappresenta un fiore all’occhiello della governance del post terremoto abruzzese, dove vige l’obbligo da parte delle ditte, di comunicare in tempo reale tutti i trasporti di macerie, dall’orario di partenza dal cantiere e quello d’arrivo nella discarica autorizzata, alla tipologia e quantità di materiale. Riducendo così il rischio di truffe, sversamenti abusivi, infiltrazioni mafiose.
Dal gennaio 2015, la legge di Stabilità, e a seguire un’ordinanza degli Uffici speciali della ricostruzione, hanno stabilito che sono esclusivamente le stesse ditte a dover inserire on line questi dati in un data base con accesso riservato in una pagina del sito.
Prima il monitoraggio, reso obbligatorio in virtù dell’ordinanza 4014 del marzo 2012 dell’allora commissario di governo per la ricostruzione Gianni Chiodi, prevedeva invece la possibilità di avvalersi anche di un contact center, ovvero la possibilità di comunicare i dati con un sms ad un addetto, che poi li inseriva nel database.
Ad Abruzzoweb Venanzio Cretarola, direttore di Talea, la cooperativa che nel 2013 e 2014 ha gestito proprio questo servizio, dando lavoro a una decina di persone, evidenzia che è stato un grave errore eliminare l’opzione call center, tenuto conto che essa era espressamente prevista dall’Ordinanza che ha istituito il servizio di tracciamento dei rifiuti.
“Tra il contact center e la comunicazione via web – argomenta Cretarola – le ditte sceglievano nel 95 per cento dei casi la prima opzione – a riprova della sua maggiore semplicità e rapidità, rispetto la comunicazione on line, più lenta e macchinosa”.
Il sito www.maceriesisma2009.it ha sostituto nel febbraio 2015 la sezione “Sistema rimozione” macerie del vecchio sito www.commissarioperlaricostruzione.it, ancora on line, e che è stato aggiornato, seppure con un forte scarto temporale, anche dopo la messa in funzione del nuovo sito.
Curiosa evenienza che ha generato qualche confusione, visto che spesso, dipende dalle parole chiave inserite, compare prima nei motori di ricerca il vecchio sito rispetto al nuovo, ma con dati ovviamente non aggiornati.
Aspetto determinante del sistema on line, invece è quella dell’aggiornamento in tempo reale, perché solo così può rappresentare uno strumento prezioso di monitoraggio per tutte le parti in causa: dai direttori dei lavori alle imprese, dagli impianti ai trasportatori. E soprattutto per le autorità competenti deputate ai controlli previsti dalle norme vigenti.
E in effetti sul nuovo sito, decisamente più friendly e ben strutturato, i dati sono sempre aggiornatissimi. Per fare un esempio: oggi 8 aprile sono elencati tutti i 32 trasporti effettuati o in corso, da 20 cantieri, di 455 tonnellate di materiale.
Per ogni viaggio viene specificare il codice del formulario rifiuti (Fir) e il volume presunto del materiale trasportato, la targa del mezzo e il nome dell’impresa, l’ora di partenza dal cantiere, e quella di arrivo nel sito di conferimento, infine il peso effettivo del materiale scaricato.
Con il colore verde sono contrassegnati i trasporti conclusi, con il colore giallo i trasporti in corso.
Sul sito sono elencate tutte le 518 aziende impegnate nella rimozione delle macerie, di cui 434 abruzzesi, 33 laziali, 15 umbre 9 campane, le altre da altre regioni. Tutti e 7.035 cantieri della ricostruzione. Ed anche tutti le 89 discariche in cui vengono trasportate le macerie rimosse, di cui 48 in Provincia dell’Aquila, 27 in provincia di Teramo, 13 in Provincia di Chieti, 9 in provincia di Ascoli, 4 ciascuna nelle province di Rieti, Pescara e Macerata.
Pesantissime le sanzioni per la mancata o incompleta esecuzione delle comunicazioni: è prevista infatti “la revoca de contributo finalizzato allo scopo”, e “la revoca delle autorizzazioni ed abilitazioni al trasporto”.
A bordo dei mezzi utilizzati per il trasporto, resta l’obbligo, già introdotto nel 2012 di installare il dispositivo On board Unit (Obu), munito di ricevitore gps e schede sim abilitata al flusso dei dati per tracciare i percorsi.
Per Cretrola però il valore aggiunto per fare di questo sistema davvero una buona pratica all’avanguardia, è però il “fattore umano”, che invece è venuto meno ad inizio 2015.
“Siamo orgogliosi – spiega Cretarola – di aver contribuito ad attivare un servizio che rappresenta l’unico sistema di tracciamento informatizzato dei rifiuti esistente oggi in Italia, mentre si assiste ai continui rinvii della operatività del Sistri, il sistema di tracciamento di tutti i rifiuti previsto da una Direttiva europea che incredibilmente stenta a decollare”.
“Noi abbiamo gestito per molti mesi prosegue Cretarola – il servizio gratuitamente, per consentire al Commissario competente di mettere a punto il servizio. Dal gennaio 2013 gestivamo il servizio a seguito di una gara pubblica. Dal 1 gennaio 2015 gli Uffici Speciali, che ne sono oggi responsabili per conto dei Comuni del cratere, hanno inspiegabilmente deciso di farne a meno nonostante le norme prevedano che i trasportatori di rifiuti da macerie debbano avere due metodi per comunicare al sistema i dati: il Contact Center o la comunicazione via web. Il primo metodo era quello utilizzato da oltre il 95 per cento delle aziende data l’estrema semplicità e rapidità. Le norme prevedono tuttora l’obbligo di garantire la scelta fra i due sistemi ma dal gennaio 2015 è operante unicamente la comunicazione on line, più lenta e macchinosa”.
Ovviamente precisa Cretarola, “non dovevamo necessariamente continuare a gestirlo noi”, l’importante è che a costi contenuti, questo servizio poteva continuare a creare lavoro su un territorio dove nonostante i cantieri della ricostruzione altissima è la disoccupazione. Consolidando un know how qualificatissimo da potersi giocare, anche in vista dell’auspicabile decollo del Sistri a livello nazionale.
“Ho cercato inutilmente di sollecitare le istituzioni e le imprese locali – si sfoga Cretatrola – affinchè valorizzassero questa esperienza proponendolo a livello nazionale per tutti i tipi di rifiuti. Noi abbiamo impegnato una decina di operatori per due anni; l’inserimento del sistema aquilano a livello nazionale potrebbe garantire il rispetto della direttiva europea e delle stesse norme nazionali creando opportunità occupazionali per centinaia dei nostri giovani. E in modo stabile”.
“Resto stupefatto dell’indifferenza della comunità locale conclude Cretarola – verso questa concreta e fattibilissima occasione di sviluppo ed occupazione. Quanti sanno che il settore dei call center è a L’Aquila è quello più rilevante sul piano occupazionale, oltre 1.500 persone? E che si tratta di un settore attraversato da gravi rischi di ridimensionamento?”.



