CHIETI – La Cgil minaccia di abbandonare il tavolo delle trattative sul riordino dei trasporti se la Regione Abruzzo non revocherà il varo del nuovo organigramma della Ferrovia adriatico sangritana.
La società, interamente partecipata dalla Regione, prevede decine di assunzioni, due nuovi dirigenti, concorsi per alcune figure apicali aggiuntive e promozioni.
“Da circa tre mesi – affermano in una nota Domenico D’Aurora e Luigi Scaccialepre, di Cgil e Filt Cgil – siamo impegnati congiuntamente, attraverso le riunioni del tavolo permanente sui trasporti, a definire una riorganizzazione complessiva del settore in ambito regionale ed a trovare le soluzioni meno penalizzanti possibili a seguito dei minori trasferimenti delle risorse dal governo a regioni ed enti locali. Un lavoro complesso ed impegnativo che ha trovato una sua prima sintesi attraverso la legge finanziaria regionale approvata lo scorso 30 dicembre”.
“La parte del provvedimento riguardante i trasporti – aggiunge la Cgil – definisce un taglio dei servizi del 10 per cento, un aumento del costo del biglietto della stessa percentuale, la definizione entro febbraio di una legge di riforma del settore e di una legge, da approvare entro aprile, per la fusione delle aziende pubbliche di trasporto su gomma. Provvedimenti, approvati con la condivisione delle forze politiche di opposizione che hanno esplicitamente stabilito che per il settore si apre una fase di riorganizzazione e razionalizzazione da affrontare con rigore e credibilità”.
“Nella giornata del 31 dicembre, il giorno dopo, la Sangritana azienda di proprietà della Regione Abruzzo, ha approvato un nuovo organigramma che prevede non solo decine di assunzioni – polemizza la Cgil – ma soprattutto la nomina di due nuovi dirigenti, concorsi per alcune figure apicali aggiuntive (quadri), promozioni ed avanzamenti per molti”.
“Una azienda di trasporti la Sangritana, definita da alcuni un piccolo ministero dei Trasporti – spiegano D’Aurora e Scaccialepre – con il suo consiglio di amministrazione, il collegio revisore dei conti, un direttore generale, un vice direttore generale, sei dirigenti di settore, 23 quadri aziendali, 75 impiegati e 14 consulenze esterne”.
“L’approvazione di questo nuovo organigramma contrasta, a nostro avviso, con gli indirizzi della legge regionale recentemente approvata – dichiara ancora la Cgil – in modo particolare per quello che riguarda la riorganizzazione del settore e non è rispettosa delle indicazioni improntate al rigore ed alla riduzione delle spese”.
“Non crediamo si possa continuare a discutere e ragionare al tavolo permanente sui trasporti di come razionalizzare e riorganizzare il settore e mentre fuori dal tavolo, contestualmente si approvano piani riorganizzativi di aziende di proprietà regionale che vanno nella direzione opposta e che saranno di ostacolo ai processi individuati. Quello della Sangritana è solo l’ultimo di vari episodi. Valuteremo, in queste condizioni, se ha senso per noi rimanere a quel tavolo. Per queste ragioni – concludono D’Aurora e Scaccialepre – chiediamo di intervenire e revocare il provvedimento approvato dal consiglio d’amministrazione della Sangritana e a convocare una riunione urgente”.
LA PRECISAZIONE DELLA FILT CGIL
In riferimento all’articolo apparso sul vostro quotidiano on line dal titolo “Trasporti: Cgil attacca, “Sangritana, organigramma da ministero”, crediamo che ci siano stati dei problemi di comunicazione da parte nostra, probabilmente imputabili al fatto di avervi trasmesso contemporaneamente sia la nota prodotta nella giornata di lunedì 18 luglio 2011 (e che vi ritrasmettiamo in allegato), che quella inoltrata agli stessi destinatari (Presidente Chiodi, Assessore Morra e Gruppi consiliari) lo scorso 4 gennaio 2011.
Sostanzialmente ci siamo rivolti al Presidente della Giunta Regionale Chiodi, all’Assessore ai Trasporti Morra e ai gruppi consiliari della Regione Abruzzo, esprimendo forti critiche rispetto ad un provvedimento (di cui all’Ordine di servizio n. 23 del 15/7/2011 pubblicato dalla Sangritana e che vi invitiamo a procurarvi) con il quale sono state rese operative alcune modifiche sugli organigrammi aziendali adottate il 31/12/2010 in concomitanza con l’approvazione della Legge finanziaria regionale e che avevamo già contestato proprio con la nota del 4 gennaio 2011 a cui voi avete fatto riferimento nel vostro articolo.
Con questo nuovo provvedimento datato 15 luglio, si è sostanzialmente avverato quanto avevamo già preannunciato sei mesi prima all’Assessore Morra: sono stati infatti ufficializzati ben 35 promozioni senza concorso e/o prove selettive destinate al personale degli uffici e per lo più ai parametri apicali.
Nella lista di nomi inclusa nella disposizione di servizio della Sangritana, vi sono ben 9 (nove) esponenti sindacali che ricoprono ruoli a vari livelli vale a dire dai semplici delegati aziendali, ai Segretari Provinciali fino ad arrivare addirittura ai segretari Regionali di categoria.
Alcuni di questi beneficiari sono anche parte attiva del “Tavolo tecnico dei trasporti”, ovvero l’organismo voluto dalla Giunta Regionale preposto a discutere sulla riorganizzazione del settore, sull’azienda unica regionale su gomma, ma anche a valutare quanti e quali servizi eventualmente tagliare come pure quanti e quali posti di lavoro dover mettere in discussione.
A nulla diciamo noi, è pertanto servito l’intervento dell’Assessore Giandonato Morra che a seguito delle nostre denuncie risalenti al 4 gennaio u.s congelò le paventate promozioni desumibili dal nuovo organigramma varato dalla Sangritana, definendo quest’ultimo “una semplice previsione tecnica”.
Questa “previsione tecnica” ha invece generato – come precisiamo nella nostra nota del 17 luglio – l’elargizione di 584 punti parametrali a 35 figure lavorative con un costo aziendale annuo per la collettività pari a € 65.245,00 ai quali andranno aggiunti i riflessi economici che dette promozioni comporteranno sulle competenze ed indennità aziendali.
Rivolgendoci alla politica regionale abbiamo semplicemente chiesto un drastico intervento che possa riallineare le decisioni contemplate nei dispositivi di legge (tagli agli sprechi e ai costi della Casta) con quanto sta invece accadendo nelle imprese pubbliche di trasporto.
Non è infatti per noi tollerabile che in una fase in cui si reintroducono perfino i ticket sanitari e si chiedono enormi sacrifici soprattutto ad una parte del paese, si possano continuare a promuovere simili operazioni con le quali si costruiscono carriere e stipendi in modo discrezionale e senza minimamente ottemperare a quanto la Regione Abruzzo ha legiferato e deliberato in materia.
Tutto questo mentre contemporanmeamente e paradossalmente le stesse aziende negano diritti, aspettative e salario al personale part time e di nuova assunzione (vedi casi Arpa e Gtm), notoriamente più debole e già ampiamente penalizzato.





