L’AQUILA – Misurazione dei campi elettromagnetici e monitoraggio delle patologie in collaborazione con l’Università dell’Aquila, nell’area interessata dal passaggio della doppia linea ad alta tensione da 150 e 220 chilovolt.

Lo annuncia ai microfono di AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che torna a insistere sulla necessità di rimuovere quell’ingombrante e potenzialmente pericolosa linea che attraversa i quartieri Nord del capoluogo, per spostarla più a nord, lontano dai centri abitati e dalle scuole.

A tal proposito, come già raccontato da questa testata, è in corso un confronto con la Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale e oltre 63.500 chilometri di linee in alta tensione. Il sindaco smentisce le voci secondo cui la società avrebbe mostrato freddezza davanti al progetto di spostamento della linea, che avrebbe costi considerevoli.

“Terna non può rispondere picche alla nostra ferma intenzione di rimuovere i tralicci di altra tensione – sottolinea Cialente – e sono certo che non lo farà. Per ora siamo alla fase interlocutoria. C’è un potenziale rischio sanitario, i tralicci sono posizionati a pochi metri da palazzi e dalle scuole. Ed è per questo nei prossimi mesi procederemo alla misurazione dei campi elettromagnetici, per verificarne l’ìintensità e se sono entro i limiti di legge”.

“Poi voglio capire anche in che condizione sono i tralicci, vecchi di decenni. E con l’università dell’Aquila procederemo a un monitoraggio sanitario sulle patologie nell’area interessata, che potrebbero avere un qualche nesso con l’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici”, assicura.

In base ai parametri dell’International agency for research on cancer (Iarc) e alle rilevazioni eseguite lungo la linea aquilana, risultano valori di campo elettromagnetico significativi, ma sempre al di sotto dei limiti della normativa nazionale, molto stringente. Rischi, almeno in teoria, non dovrebbero esserci.

Eppure, come ha denunciato a questa testata Federica Marola, dottore in Medicina e Chirurgia presso l’Ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila, nella sua palazzina di San Sisto a ridosso dei tralicci, “ci sono stati, nel corso degli ultimi dieci anni, ben quattro casi di malattie ematologiche (tre linfomi non – hodgkin tipo follicolare – attualmente in trattamento, un caso di leucemia – paziente deceduto per tale motivo) e un non meglio inquadrato caso di displasia ematica”.

Sarà un caso, ma non c’è tempo da perdere: è necessario dare garanzie ai cittadini sull’assoluta non pericolosità di quei cavi e il sindaco ne è persuaso. “Ho chiesto ai miei collaboratori – prosegue – di approfondire, alla luce delle nuove pubblicazioni scientifiche, il nesso tra campi elettromagnetici e insorgenza di malattie ematologiche”.

“Sono convinto che troveremo una soluzione condivisa con Terna. Quando la città fu costruita intorno a quei tralicci non si disponeva delle conoscenze scientifiche che abbiamo oggi. E ora se necessario, quei tralicci andranno spostati, e i fondi si dovranno trovare. Con la salute dei cittidini non si scherza”, conclude Cialente.