L’AQUILA – Solo dopo il nulla osta del sostituto procuratore Stefano Gallo potrà essere fissata la data dei funerali di Massimiliano Giusti, 37 anni, l’escursionista morto sul Gran Sasso e ritrovato ieri, dopo quattro giorni di ricerche, in località Valle dell’inferno.
Il magistrato ha infatti aperto un fascicolo e disposto l’esame autoptico della salma anche se sulle cause accidentali del decesso non dovrebbero esserci dubbi considerate le ferite da trauma riscontrate dai primi soccorritori.
Il corpo dell’alpinista è stato individuato ieri dall’alto, dai piloti dell’elicottero della Forestale, dove tra la neve è stata individuata la giacca verde dell’alpinista deceduto a seguito di una caduta in un crepaccio per circa 300 metri.
“Ce l’abbiamo messa tutta” ha detto uno dei soccoritori, che per giorni ha cercato tra le cime del massiccio appenninico insieme agli uomini del soccorso alpino della Guardia di Finanza, Forestale, Cnsas, carabinieri di Assergi e unità cinofile venute dal nord Italia.
Giusti era partito domenica per l’escursione insieme ad un altro alpinista, Paolo Scimia, salvato nella notte tra domenica e lunedì.
Straziante il dolore dei parenti, della moglie Raffaella, e degli amici di Massimiliano Giusti, che lascia una bimba di 5 anni.




