AVEZZANO – Gli avvocati Antonio Iannucci e Leonardo Casciere, difensori del sindaco e dell’assessore di Magliano de’ Marsi, Gianfranco Iacoboni e Angelo Iacomini, arrestati oggi, precisano in una nota che ‘i due amministratori sono totalmente estranei alle vicende per le quali risultano indagati”.

“In modo specifico – scrivono – in riferimento alle vicende relative allo sgombero degli inerti susseguenti al sisma dell’Aquila”.

“Nessun ruolo e nessuna attività – prosegue la nota dei due legali – è stata posta in essere dai due amministratori in L’Aquila, per cui appare inverosimile che siano stati inseriti in una vicenda del tutto estranea al loro operato”.

Secondo Iannucci e Casciere, “l’unica contestazione è riferita a un presunto atto contrario al dovere d’ufficio riguardante una delibera per escavazione di un terreno in Magliano de’ Marsi. Detta delibera, ritenuta illegittima dalla Regione Abruzzo e dal Gip – proseguono – non è mai stata posta in esecuzione proprio perché la Regione aveva determinato una sua assoluta ineseguibilità”.

“Pertanto – per gli avvocati – appare del tutto strumentale ciò che dice il Gip dell’Aquila nel ritenere responsabili i due amministratori per la mancata revoca della stessa”.

“Tutti sanno – aggiungono gli avvocati – che non si deve revocare una delibera che è ineseguibile. Così come le regalie consisterebbero, da ciò che emerge dal capo d’imputazione, in un presunto contributo alla Asd Monte Velino Magliano de’ Marsi, in una cena presso un ristorante in Scurcola Marsicana e nell’assunzione di un operaio presso la ditta Celi”.

“Orbene – sostiene ancora la nota – la cena è stata pagata dai consiglieri e dagli assessori intervenuti, la somma di denaro alla Monte Velino non è dato sapere se sia stata mai consegnata; l’impegno a richiedere l’assunzione di un onesto padre di famiglia appare preciso obbligo morale di un amministratore, attesa l’attuale situazione economica italiana”.

“Non si comprende perché il Gip dell’Aquila applichi costantemente provvedimenti custodiali adeguandosi pedissequamente alle richieste del Pm, senza valutare ipotesi interdittive dell’attività amministrativa in presenza di presupposti di legge”, concludono.