L’AQUILA – “Le preferenze aumentano i costi delle consultazioni elettorali e il rischio di infiltrazioni mafiose nelle campagne elettorali. La scelta dei candidati da parte dei cittadini può essere garantita con le primarie come quelle che facciamo noi del Pd”.

Ne è convinta la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, tornata oggi all’Aquila per illustrare il bilancio del suo primo anno di attività parlamentare mentre a Roma si continua a trattare e litigare sulla legge elettorale.

‘’Un anno intenso e difficile – ha spiegato la senatrice – segnato da vertenze occupazionali per aumentare fondi a cultura e istruzione, contro la violenza sulle donne, lo ius soli, le ludopatie, il programma Italia 2019 di cui fa parte anche L’Aquila e molte tematiche sociali. Prioritario è stato l’impegno per L’Abruzzo e il ‘cratere’ –  prosegue la Pezzopane – abbiamo vinto la scommessa del miliardo e 200 milioni, a cui se ne sono aggiunti altri 600 con la legge di stabilita”.

Per la Pezzopane è “il primo vero finanziamento per la ricostruzione, dopo il decreto terremoto, che siamo riusciti a portare a casa. In questi giorni il decreto Renzi recepisce un mio emendamento per salvare i bilanci dei comuni dell’Aquila e del ‘cratere’, taglieggiati dalla spending review – ha concluso – Ricordo anche la battaglia per i precari, e la proroga per i Tribunali abruzzesi”.

E a proposito di ricostruzione, prossima battaglia è la conquista della delega da attribuire all’interno del nuovo governo. “Stiamo lavorando in queste ore – rivela infatti – per far sì che il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini prenda questa delega. È importante che sia un abruzzese e un sottosegretario di via XX settembre a occuparsi per conto del governo della ricostruzione post-sismica, perché in questi anni tutte le nostre difficoltà sono arrivate proprio dal quel dicastero”.

Oltre alla legge elettorale nota come “Italicum”, che rischia di mantenere le liste, seppur ristrette, di nominati, passaggio imbarazzante del governo Renzi è stata la recente nomina dei sottosegretari inquisiti.

Ma anche in questo caso la senatrice non ha dubbi: “Essere indagati non significa essere condannati, però il Pd e la maggioranza deve trovare una posizione univoca sul tema del garantismo”.

Rivela poi: “Il momento più bello? la decadenza di Berlusconi mentre quello più brutto sono stati gli attacchi che ho subito quando non ho votato Franco Marini come presidente della Repubblica”.

Per nulla pentita la senatrice per aver votato la ricapitalizzazione di Bankitalia, un regalo alle banche azioniste, uno schiaffo alla miseria di milioni di italiani, per molti autorevoli osservatori, e anche per la Commissione europea che ha inviato una richiesta di informazioni all’Italia per verificare se l’operazione implica aiuti di Stato”.

“Era un misura necessaria per trovare i fondi mancanti a seguito dell’eliminazione dell’Imu e non è un regalo alle banche”, la risposta convinta della senatrice Pezzopane. Filippo Tronca