L’AQUILA – Da una galleria di Milano a Londra, per tornare in Italia a Urbino prima di finire negli Stati Uniti.

Potrebbe essere questo il giro, con conseguente lievitazione del valore, che ha compiuto la Madonna con bambino di Saturnino Gatti sulle cui tracce si è messo il Fondo etico della ricostruzione alimentato dai contributi volontari delle imprese impegnate all’Aquila, che anche su impulso del gruppo “Lo rivoglio all’Aquila” nato su Facebook, ha deciso di acquistarla per riportarla “a casa”.

Lo ha ricostruito la professoressa Lucia Patrizio Gunning, aquilana trapiantata a Londra, appassionata e insegnante di storia del collezionismo e dei musei.

L’opera, inizialmente attribuita al circolo dell’artista rinascimentale aquilano, è arrivata alla Sotheby’s di Londra, tra le più importanti case d’asta al mondo, dalla Altomani & Sons, galleria d’arte milanese.

Acquistata fuori asta nel 2012 a 40 mila euro da un antiquario di Urbino, sarebbe stato proprio lui, a seguito di alcune ricerche ad accertare che la statua è opera del maestro in persona. Un primo passaggio che ha aumentato il valore della statua, che ha consentito di rivenderla ad un collezionista statunitense a quasi il doppio, 78 mila euro.

Attraverso una serie di intermediari si stanno ora muovendo gli emissari del Fondo etico presieduto da Aldo Mancurti, che tramite la professoressa Gunning avrebbero già rintracciato l’acquirente oltreoceano, con il quale è iniziata la delicatissima trattativa.

“L’americano sembra disposto a venderla”, svela la Gunning, che raggiunta da AbruzzoWeb racconta come si è riusciti a ricostruire il percorso della statua, raggiungendo l’attuale possessore.

“Dopo che per caso un internauta ha rintracciato sul sito internet della Sotheby’s la statua di Saturnino Gatti – dice – ho contattato la casa d’aste riuscendo a mettermi in contatto con l’agente di un collezionista, un signore molto carino che dopo una decina di giorni è riuscito a recuperare il contatto dell’acquirente, un antiquario di Urbino, che però non era più in possesso della statua, venduta ad un americano”.

Irrisolto il giallo della provenienza originaria, che resta ignota. “Il catalogo Sotheby’s diceva che veniva dalla collezione di un antiquario milanese, non sappiamo però dove l’avesse presa, se da una collezione privata, da una chiesa italiana piuttosto che da un palazzo privato, o se sia stata trafugata”, aggiunge la Gunning.

“Sotheby’s non sa indicare la provenienza e le mie ricerche in questa direzione sono ad ora ancora vane”, conclude spiegando come sia un problema comune a tutte le opere d’arte che vengono esportate, pur diventando “legittime quando vengono messe all’asta” e come sta accadendo per le opere che stanno uscendo dalla Siria dopo i saccheggi dell’Isis.

“Nonostante l’aumento di valore rimaniamo interessati all’acquisto”, fanno intanto sapere dal sistema Ance Abruzzo, che ha promosso la costituzione del Fondo etico.

Figlia del professor Serafino Patrizio, storico insegnante del Liceo scientifico dell’Aquila, la Gunning dal 2009 vive stabilmente a Londra. Con un dottorato in Storia, è docente alla University College. Al marito, l’architetto Barnaby Gunning, si deve la modellazione in 3D dell’Aquila realizzata da Google dopo il sisma.