L’AVANA – Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha denunciato alle Nazioni Unite (Onu) l’impatto della crisi energetica e delle sanzioni statunitensi sul sistema sanitario dell’isola, parlando di servizi compromessi e migliaia di pazienti in attesa di cure.
“Più di 96.000 cubani, tra cui 11.000 bambini, sono in attesa di interventi chirurgici per la mancanza di elettricità”, ha affermato in un messaggio video inviato a un forum Onu, dedicato agli effetti delle misure coercitive unilaterali imposte da Washington, che ha minacciato sanzioni contro i Paesi che riforniscono Cuba di petrolio per alimentare le centrali termoelettriche.
Secondo Diaz-Canel, i problemi energetici colpiscono anche altri servizi essenziali: circa 16.000 pazienti che necessitano di radioterapia e quasi 3.000 che dipendono dalla dialisi risentono delle interruzioni.
Le difficoltà non riguardano solo la sanità.
Il presidente cubano ha segnalato una paralisi quasi totale dei trasporti per la carenza di carburante e forti ripercussioni sulla produzione alimentare e sulle attività economiche.
“È impossibile quantificare l’impatto fisico e psicologico sulla popolazione”, ha aggiunto, definendo le sanzioni una “violazione flagrante e ingiustificata dei diritti umani”.
Nonostante ciò, Diaz-Canel ha ribadito la volontà di difendere la sovranità nazionale, assicurando che Cuba continuerà a resistere alle pressioni esterne.






