AVEZZANO – Finisce l’era di Antonio Floris al Comune di Avezzano (L’Aquila) e i partiti hanno iniziato a scaldare i motori per capire chi dal prossimo anno siederà sullo scranno più alto del palazzo municipale.
 
Il centrodestra, naturalmente, punta a confermare la guida della città e i pretendenti sono già molti, mentre l’opposizione ancora non scopre del tutto le sue carte.
 
Quello che è certo è che entrambi gli schieramenti faranno le primarie: in casa centrosinistra l’ha già annunciato il segretario “in pectore” del Partito democratico Mario Mazzetti, dalle parti del Pdl, invece, fa parte della nuova linea dettata da Angelino Alfano.
 
I nomi del Pdl che circolano sono quelli del consigliere regionale Walter Di Bastiano, di Lorenzo De Cesare, attuale assessore al Bilancio, del suo collega di Giunta con delega alla Cultura, Luca Dominici, e del vice sindaco Iride Cosimati.
 
In realtà quello che attualmente ha più chance di giocarsi la partita contro il centrosinistra è Antonio Milo, avvocato di fiducia del coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone, che proprio in virtù del canale privilegiato con il senatore potrebbe avere la meglio sui concorrenti.
 
Non bisogna dimenticare, infatti, che quando il quotidiano la Repubblica lanciò la notizia, poi rivelatasi falsa, di un coinvolgimento di Piccone in un’inchiesta sul clan dei Casalesi, fu proprio nella sede del famoso legale che si tenne la conferenza stampa di smentita.

Nessuno dei nomi emersi, però, riscuoterebbe il pieno gradimento di Floris, perché non corrispondono alla figura che il sindaco uscente ha immaginato per il passaggio del testimone. Quindi non è da escludere che, alla fine, getti nella mischia delle primarie una persona a lui più congeniale.
 
Sempre che non escano sorprese da alcuni personaggi a metà strada tra la società civile e l’impegno politico, come per esempio Roberto Alfatti Appetiti, già consigliere comunale di lungo corso, prima Msi e poi An, ed ex vice presidente della Provincia dell’Aquila, apprezzato scrittore e giornalista.
 
Sul fronte del centrosinistra c’è un grosso lavorìo da parte dei fratelli Giuseppe e Gianni Di Pangrazio. L’identikit perfetto farebbe pensare al primo dei due: capogruppo del Pd in Comune e consigliere regionale. In realtà Giuseppe sta tirando la volata a Gianni, dirigente plenipotenziario della Provincia, in ottimi rapporti anche con l’establishment del Pdl.
 
Lo sforzo principale è tenere a bada la fronda degli “arrabbiati”, Roberto Verdecchia e Vincenzo Paciotti, che sono usciti polemicamente dal Pd e stanno, insieme a Gino Milano, nel gruppo consiliare “Rinnovamento e partecipazione”.
 
Milano, che è anche consigliere regionale dell’Api dopo un passato dipietrista, è alla finestra in attesa di eventi, ma potrebbe contare su un accordo con gli altri soggetti del Terzo polo (Udc e Fli) che sono rappresentati dal componente del cda della Rai Rodolfo De Laurentiis e dalla famiglia Stati.
 
Sia De Laurentiis che il gruppo Stati hanno più di un motivo per essere in guerra con il centrodestra: il primo, infatti, non ha mai digerito l’accordo che in più parti (Provincia di Chieti in primis) l’Udc ha fatto con il Pdl, i secondi hanno impresso a fuoco sulla pelle il marchio del trattamento riservato a Daniela Stati dalla maggioranza per la quale era assessore regionale nella Giunta Chiodi.
 
Daniela, ma soprattutto il padre Ezio, hanno ancora il dente avvelenato dopo essersi visti “scaricare” su due piedi quando ci sono state le prime avvisaglie di un’inchiesta giudiziaria che li riguardava.
 
È quindi naturale per loro, così come per Milano, un approdo su una candidatura autonoma, slegata dai due schieramenti, e magari affidata a un nome nuovo della politica ma ben radicato in città. (red) 

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