PESCARA – Come finanziare la crescita, come trasformare l’innovazione in valore e come creare le condizioni perché le imprese possano investire e svilupparsi nel tempo. Sono alcuni dei nodi che attraversano la VI edizione dell’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’Economia, in programma il 24 e 25 settembre all’Aurum di Pescara.

È su questo terreno che si incontrano anche i contributi di Barbara Lunghi, Gianluca Ansalone, Nicola Di Sipio e Pino Mauro, protagonisti di diversi appuntamenti del programma dedicati rispettivamente al mercato dei capitali, agli investimenti e alle filiere strategiche, alla proiezione internazionale dell’impresa e alle prospettive di competitività dell’economia abruzzese. Le loro dichiarazioni affrontano da angolature differenti una questione centrale per il sistema produttivo: la capacità di sostenere nel tempo investimenti, innovazione e crescita.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sarà tra i protagonisti istituzionali della VI edizione e concluderà entrambe le giornate dei lavori. In occasione della presentazione del Summit, Marsilio ha sottolineato il ruolo dell’appuntamento come momento di confronto sulle dinamiche globali e sulle sfide future: “L’Abruzzo Economy Summit non è soltanto una vetrina di successi, ma un momento strategico per analizzare le dinamiche globali, confrontarci con i principali player nazionali e internazionali e definire le linee guida per le sfide future, dall’intelligenza artificiale alla transizione energetica e infrastrutturale”.

Giovedì 24 settembre Barbara Lunghi, Responsabile dei Mercati Primari Azionari di Borsa Italiana – Gruppo Euronext, interverrà nella sessione dedicata al ruolo della Borsa per la crescita delle imprese e del Paese. Un appuntamento che porterà al centro del confronto il rapporto tra imprese e mercato dei capitali, dalla raccolta di risorse per finanziare gli investimenti al tema della quotazione.

“Lavoriamo al fianco delle realtà locali, nazionali e internazionali per rendere il mercato dei capitali un vero volano di crescita per il territorio. La Borsa, infatti, svolge un ruolo importante nel sostenere la crescita delle imprese e, attraverso di esse, la crescita del Paese. Quotarsi infatti genera valore a più livelli: per una società significa raccogliere capitali, investire in innovazione, attrarre talenti, mentre per una Regione contribuisce a creare occupazione e opportunità di investimento nell’economia del territorio”.

Nel pomeriggio, nella tavola rotonda dedicata a “Investimenti e filiere strategiche per il sistema Paese”, interverrà Gianluca Ansalone, Head of Public Affairs & Sustainability di Novartis Italia. Il confronto affronterà il rapporto tra investimenti, innovazione, competenze e capacità del sistema Paese di costruire condizioni favorevoli allo sviluppo.

“La salute rappresenta una leva strategica per la crescita e la sostenibilità del Paese. Per affrontare le sfide di oggi e di domani è fondamentale promuovere modelli di collaborazione capaci di trasformare innovazione, competenze e visione condivisa in valore concreto per le persone e i territori”, dichiara Gianluca Ansalone, Public Affairs Head di Novartis Italia. “L’esperienza dell’Abruzzo dimostra che questo approccio può generare risultati tangibili. Il Piano Oncologico Regionale e il Piano Operativo approvati rappresentano un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e imprese possa favorire un accesso più equo e tempestivo all’innovazione, contribuendo al tempo stesso allo sviluppo del territorio. Come Novartis, vogliamo essere un partner affidabile nella costruzione del futuro della salute, mettendo a disposizione innovazione, competenze e capacità di collaborazione per generare un impatto positivo e duraturo per pazienti, comunità e Paese.”

Venerdì 25 settembre sarà invece Nicola Di Sipio, fondatore e presidente di Raicam, a intervenire nella tavola rotonda “Il sogno italiano nel mondo: impresa, identità e proiezione globale”. Al centro del suo contributo ci sarà la propria esperienza imprenditoriale e il rapporto tra capacità innovativa, investimenti e possibilità per le imprese italiane di costruire percorsi di crescita sui mercati internazionali.

“Partecipare all’Abruzzo Economy Summit è per me l’occasione di raccontare un sogno italiano. La mia storia industriale nasce nel 1982 da un territorio, l’Abruzzo, e oggi si è trasformata in un percorso che attraversa mondi diversi: dall’automotive alla robotica, dall’ospitalità di lusso al food. Questo confronto arriva in un momento decisivo. L’Italia ha talento, competenze e capacità innovative di livello mondiale, ma troppo spesso le nostre idee migliori rischiano di essere sviluppate o replicate altrove per la mancanza di capitali pazienti, disposti a credere davvero nell’innovazione e ad accompagnarla nel tempo. È il momento di riappropriarci di una caratteristica che sembriamo aver smarrito: la fiducia. E, insieme alla fiducia, il coraggio di rischiare sul nostro futuro”.

Sempre venerdì 25 settembre, Pino Mauro, economista e Professore ordinario di Politica Economica all’Università G. d’Annunzio, sarà protagonista di un keynote dedicato alle prospettive per un Abruzzo più competitivo. Al centro del suo intervento l’analisi del sistema produttivo regionale e della sua capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali.

“Il mio intervento sarà dedicato a dimostrare come l’Abruzzo possa essere un modello di sistema produttivo resiliente e competitivo. I dati, dal mercato del lavoro all’esportazione, fino al PIL, dimostrano come l’Abruzzo si trovi in una posizione di competitività, sia sui grandi mercati sia su quelli internazionali. I dati e gli indicatori testimoniano la presenza di un tessuto produttivo interessante e proiettato verso il futuro”.

Le dichiarazioni raccolte nel comunicato si inseriscono in un programma che, accanto ai grandi temi della geopolitica, dell’energia e delle politiche per il Sud, dedica ampio spazio alle condizioni della crescita: dagli investimenti alle infrastrutture, dall’innovazione fino alla competitività delle imprese e alla loro capacità di confrontarsi con i mercati internazionali.