ROMA – Tre arresti e ventiquattro denunciati dalla polizia di Stato per gli scontri a Torino durante il corteo per Askatasuna. Tra gli arrestati anche un ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per l’aggressione al poliziotto 29enne Alessandro Calista, originario di Pescara, è agente del Reparto Mobile di Padova, sposato e padre di un bambino. Era in servizio di ordine pubblico quando è stato circondato e colpito con martelli e oggetti contundenti. Trasportato d’urgenza in ospedale, ha riportato traumi multipli ma è rimasto cosciente, fornendo ai colleghi i primi dettagli sull’aggressione e sui movimenti del gruppo più violento.
Il 22enne è stato arrestato in flagranza differita, ed è accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato individuato attraverso l’analisi di alcuni filmati tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione all’agente del Reparto Mobile di Padova.
Tra le proposto quella di rilanciare strumenti come il fermo preventivo (“anche a 48 ore”, ha ipotizzato il leader della Lega Matteo Salvini) di “persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento” di una manifestazione. Ma anche, tra l’altro, il potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani, la possibilità di procedere alle perquisizioni sul posto anche in occasione di manifestazioni in luogo pubblico.
Potrebbe, invece, essere non percorribile la proposta di inserire l’obbligatorietà di una cauzione per le manifestazioni a copertura di eventuali danni. E non perché, spiega una fonte di maggioranza, la Cgil la considera anticostituzionale ma perché potrebbe favorire la clandestinità dei cortei. “Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione”, ha spiegato la premier che ieri mattina ha fatto visita ai due agenti ricoverati a Torino e che vuole subito un segnale.
Nella riunione di questa mattina si metteranno nero su bianco le proposte definitive che finiranno nel Consiglio dei ministri e che saranno esaminate dal Quirinale come consuetudine nel rispetto della Costituzione. Salvini intanto continua nel suo pressing sulla tempistica dei provvedimenti da varare sul fronte della sicurezza. “Mi auguro che il dl arrivi mercoledì in Cdm. Conto che sia completo al 100%. Noi siamo pronti. Non per la cronaca delle ultime ore ma perché è giusto che ci siano dentro tutte le norme che servono”, ha spiegato il leader del partito di via Bellerio che ha organizzato gazebo in tutta Italia. “Mi auguro non ci siano giudici buonisti”, il ‘refrain’ del vicepremier a commento di quanto accaduto ieri. Sulla stessa lunghezza la premier: “Questa non è protesta, si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono”, ha sottolineato il Capo dell’esecutivo.
La manifestazione nazionale, indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna dello scorso 18 dicembre, ha visto i due spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova ricongiungersi, attorno alle 16, in corso Cairoli a quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto dai collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali di tutto il territorio nazionale: il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 unità, ha poi proseguito verso Corso San Maurizio – spiega la polizia in una nota – Qui, poco prima di raggiungere l’intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 soggetti, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su Corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all’imbocco di Corso Regio Parco, permanendovi per tutta la durata degli scontri.






