L’AQUILA – “In questo momento è meglio un addetto ai lavori che traghetti la Asl, mentre domani alla guida dell’azienda unica regionale, quando ci sarà invece bisogno di un manager di altissimo profilo, Rinaldo Tordera sia chiamato a guidarla”.

È la proposta-provocazione di Antonello Bernardi, dirigente medico e consigliere comunale dell’Aquila del Pd, alla vigilia di quella che dovrebbe essere la giornata decisiva per la nomina del nuovo direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Una partita che nell’azienda sanitaria numero 1 è stata ben più complessa di quella giocata a Pescara e Teramo, dove si è chiusa nel giro di pochi giorni. Nel capoluogo si sono invece scontrate due correnti di pensiero, quella del sindaco Massimo Cialente, da subito favorevole ad un manager “puro”, e quella di una folta schiera di amministratori, che insieme ai sindacati e all’Anaao (Associazione dirigenti medici) hanno sposato la linea del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, chiedendo che il nuovo dg sia espressione del territorio e, magari, della categoria dei medici.

Scontro che ha ritardato la nomina del successore di Giancarlo Silveri, cessato dalla carica dal primo gennaio dopo le dimissioni.

“Non ho capito perché tutto questo tempo, forse perché all’Aquila, a differenza delle altre province, si è aperto un dibatitto perché ho posto un problema che forse non si è posto altrove”, dice Cialente, 

“Per me vanno bene tutti e quattro i nomi che si fanno”, dice ora il sindaco sulla rosa dei papabili, nella quale, nonostante il favorito continui ad essere Tordera, restano il dirigente della Provincia dell’Aquila Tiziano Amorosi, il direttore dell’Inail Teramo-L’Aquila Antonello Maraldo, e il direttore amministrativo della Asl Roma 2, Silvia Cavalli. A loro si aggiungono tuttavia anche i dirigenti medici della Asl Patrizia Masciovecchio e Alessandro Grimaldi.

Per Cialente va superato “il controllo della sanità da parte della politica”, privilegiando la “managerialità di una persona libera che risponde solo agli obiettivi che gli vengono dati”.

E prospetta una soluzione con “un direttore sanitario che sia medico, com’è fisiologico, quello amministrativo che sia un tecnico, provando a fare quello che ho fatto sulle aziende del Comune, resto convinto del fatto che nel giro di un anno si possano riuscire a risparmiare 10 milioni di euro tra la razionalizzazione di tutti gli appalti fatti, ci scommetto adesso a partire dal discorso del camici in affitto”.

Resta dell’opinione che il nuovo manager debba essere un medico, il fronte anti-Cialente, che ora rilancia con la proposta di Bernardi. “Non si sta tirando la giacca a qualcuno per mettere dentro questo o quell’altro, ma è naturale che la direzione di un ospedale è compito della Regione e in questo momento la discussione si apre rispetto a ciò che un manager deve fare in questo momento di transizione”.

“Per le altre aziende si è scelto un manager medico – aggiunge – competente e con le capacità giuste per arrivare al tavolo della direzione regionale della Sanità con le idee chiare ed un quadro ben preciso di conoscenza territoriale e degli aspetti ospedalieri e territoriali in termini di offerta sanitaria e di fabbisogno”.