CHIETI – Le chiamano ‘toghe d’oro’, sono cioè avvocati con più di 40 anni di carriera alle spalle, che l’Ordine del Foro di Chieti ha voluto premiare e omaggiare nel corso di una cerimonia al teatro ‘Marrucino’.

Pilastri dell’avvocatura teatina hanno così sfilato sul palco, in molti casi accompagnati e premiati dai figli che nel frattempo sono entrati a far parte anche loro dell’Ordine forense teatino, presieduto da Pierluigi Tenaglia.  

Questi i nomi dei premiati: Bellarmino Cianci, Stefano De Luca, Piergiorgio De Medio, Giuseppe De Medio, Antonio Di Biase, Luigi Di Tizio, Maria Gabriella Iovino, Marcello Lupo, Maria Teresa Nunziato, Luigi Orsini e Camillo Tatozzi. 

Ospite d’onore della cerimonia è stato il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che ha tenuto una Lectio Magistralis insistendo sui temi del ruolo sociale dell’avvocato e della riforma della Giustizia che deve comprendere, come tutti gli interventi in tema, anche la voce dell’avvocatura.

Sulla scia di Pietro Calamandrei per cui “l’Avvocatura è una professione di comprensione, di dedizione e di carità”, molti degli intervenuti hanno sottolineato come l’essere avvocati ha a che fare non solo con la tecnica ma anche soprattutto con cuore e passione. 

“Questa professione si fa con il cuore e solo con quello”, ha commentato infatti una delle toghe d’oro, Camillo Tatozzi, 44 anni di carriera alle spalle, per 22 presidente dell’Ordine degli avvocati teatini e uno dei professionisti che ha contribuito a istituire questo tipo di riconoscimento per i membri dell’Ordine forense. 

L’ex sindaco di Tollo (Chieti), Antonio Di Biase, anche lui tra i premiati, ha insistito sul ruolo sociale dell’avvocato: “fare questa professione non significa difendere interessi esclusivamente di parte, anzi, tutt’altro, significa garantire l’accesso al diritto per tutti. In questo senso possiamo parlare di un preciso ruolo sociale”. 

Maria Gabrielle Iovino, altra toga d’oro, presidente della Commissione pari opportunità dell’Ordine, vorrebbe invece far conoscere meglio la professione anche e soprattutto all’esterno delle mura dei Palazzi di Giustizia: “Io metterei dei banchetti anche nei supermercati – dice – e darei consigli gratuiti a quanti si avvicinano con i loro problemi e le loro perplessità”. (ar.ia.)