L’AQUILA – Colpo di scena a due mesi dalle elezioni amministrative A Tione degli Abruzzi, comune in Provincia dell’Aquila e duramente colpito dal sisma del 6 aprile 2009: 8 consiglieri comunali su 11 hanno rassegnato le dimissioni mandando anzitempo a casa il sindaco Tullio Camilli, pronto a ricandidarsi contro il giovane giornalista Nello Avellani.

A dimettersi i consiglieri Leonardo Crisi, Luca Claudio Crisi, Benito Gioia, Leonardo Ferri, Rino Liberati, Felice Petrella, Vincenzo Sabatini, Simone Urbinati, che sedevano sia nelle file della maggioranza che in quelle dell’opposizione, uniti e compatti contro Camilli, accusato in una lettera al cianuro di gestire “la cosa pubblica in termini personalistici”, e di non aver onorato gli impegni con i cittadini, di non aver essere riuscito ancora a far approvare il Piano di ricostruzione, a avanzando anche altre pesanti insinuazioni sul suo operato.

A seguire la lettera firmata dagli otto consiglieri.

“Da molti mesi, oramai, il sindaco di Tione degli Abruzzi non godeva più della maggioranza in seno all’assise. Per senso di responsabilità e con l’idea di salvaguardare l’interesse del territorio e dei cittadini, i Consiglieri di maggioranza e opposizione hanno continuato comunque a svolgere con passione il compito affidato dagli elettori, permettendo l’approvazione del bilancio di assestamento, a fine dicembre 2014, con la speranza che il primo cittadino riuscisse almeno ad arrivare alla firma del nulla osta per il Piano di Ricostruzione.

Per l’ennesima volta, è stata tesa una mano al sindaco che, però, non ha mai voluto collaborare con i consiglieri comunali. E non ha cambiato atteggiamento in questi ultimi mesi.

Anzi, ha continuato a gestire la ‘cosa pubblica’ in termini personalistici, rendendo impossibile ai consiglieri di maggioranza e di opposizione qualsiasi apporto.

Una condotta che nel tempo si è concretizzata nella mancata convocazione di consigli regolarmente richiesti, nelle mancate risposte ad interrogazioni ed interpellanze, nella mancata possibilità di accesso agli atti amministrativi.

Dinanzi a questi atteggiamenti, al mancato rispetto del programma di mandato assunto 5 anni fa, in particolare ai disagi causati dal mancato via libera al Piano di ricostruzione e al Piano regolatore generale, e a fronte del ‘mercanteggiamento’ di presunti lavori di ricostruzione e di presunti posti di lavoro a fini squisitamente personalistici, abbiamo dunque deciso di rassegnare contestualmente le nostre dimissioni.

Cinque anni fa, abbiamo iniziato la consiliatura, grazie al consenso dei nostri cittadini, approcciandoci al governo del territorio con tante prospettive, molte attese e tanta voglia di lavorare assieme, di fare gruppo ed unire le idee e le competenze di ciascuno, a beneficio di tutta la popolazione, in ossequio ai rispettivi ruoli istituzionali.

Purtroppo, il nostro impegno è stato svilito: l’atteggiamento del sindaco ha snobbato le istanze dei Consiglieri di minoranza e allontanato persino i rappresentanti della maggioranza. Non solo. La mancata condivisione di pensiero con i consiglieri e con i pari rappresentanti delle comunità facenti parte dell’Area omogenea 8, si è riflesso man mano anche nell’isolamento politico del Comune di Tione,  nel graduale inasprimento della pressione fiscale a carico dei cittadini, nello stallo totale dell’economia locale, nella confusione amministrativa.

Oramai, la misura era colma. Non intendiamo accettare ancora tali modalità di gestione della ‘cosa pubblica’, che sino ad oggi sono state utilizzate per assicurarsi il consenso di pochi, dimenticando le problematiche di molti.

Non vogliamo e non possiamo più subire politiche che assumono sempre più il sapore dell’autoreferenzialità e che sono assolutamente poco trasparenti ed inique; non possiamo più tollerare che i nostri concittadini siano ancora costretti a vedersi riconoscere i propri diritti, spesso sanciti già dalle leggi, facendoli percepire come ‘favori’ e ‘attenzioni del Sindaco’ che possono indurre erroneamente la popolazione a credere in una “riconoscenza” non dovuta”.