PESCASSEROLI – Intimidazioni e minacce ad Andrea Gennai, 49enne di Pisa, da un paio d’anni funzionario degli uffici del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila, in cui è responsabile del servizio tecnico e insieme all’ufficio legale dell’Ente, che si occupa della repressione degli abusi edilizi commessi nell’area protetta. 

Una testa d’agnello mozzata infilzata sulla recinzione e un biglietto con minacce, sulla recinzione del Centro visite del Parco nazionale, trovati intorno alle 10 di ieri: “Gennai pezzo di m… tornatene a Siena dai tuoi figli o va a finire che noi demoliamo te”. 

Nel foglio un esplicito riferimento alle attività di repressione di abusi messe in atto dall’Ente, che prende di mira il responsabile dell’ufficio direttamente impegnato nei procedimenti.

Sulla vicenda indagano i carabinieri e la Procura di Sulmona (L’Aquila) ha aperto l’inchiesta. 

Già sono stati ascoltati sia Gennai che altri funzionari per cercare di risalire al responsabile delle minacce.

Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i video registrati dalle telecamere di sorveglianza che potrebbero aiutare a far luce su quanto accaduto e ad individuare i responsabili.

REAZIONI

Ieri sulla vicenda è intervenuto il presidente del Parco, Antonio Carrara: “Esprimo la più completa vicinanza e solidarietà e quella di tutto l’Ente, ad Andrea nella convinzione che si tratta di un atto che colpisce il Parco e le attività di controllo del territorio e repressione di abusi che si stanno realizzando e che, evidentemente, disturbano gli interessi di qualcuno che ricorre a gesti di intimidazione, tipicamente mafiosi”.

Anche le segreterie della Fp Cgil, Paola Puglielli e Ferdinando Lattanzi, Cisl Fp, Michele Tosches, e Uil Pa, Paolo Liberati, hanno mostrato solidarietà al funzionario: “Il Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise è stato fatto segno, nella mattinata di ieri, di un brutale atto di inciviltà perpetrato con un metodo caratteristico dell’avvertimento mafioso. Riteniamo gravissimo questo atto contro un’Istituzione Pubblica che da sempre svolge un’opera indefessa per la tutela del territorio protetto di sua competenza, costituendo un forte attrattore del turismo naturalistico internazionale che conferisce un forte sostegno all’economia delle popolazioni residenti. Se da un lato preoccupa non poco la costatazione della presenza nell’area del Parco di singoli personaggi od organizzazioni malavitose capaci di mettere in atto intimidazioni di questo genere, per altri versi ciò dimostra la bontà e l’efficienza dell’azione dell’Ente nel reprimere le attività illecite all’interno dell’area protetta. La nostra piena solidarietà va al lavoratore Andrea Gennai, fatto segno di questo atto intimidatorio, al Presidente Antonio Carrara ed a tutti i lavoratori che con il loro impegno hanno permesso che il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise divenisse uno dei riferimenti a livello internazionale per la conduzione delle aree protette ed un fiore all’occhiello della Nazione”.