L’AQUILA – Il terremoto è tornato a farsi sentire nel capoluogo dopo un periodo di calma relativa. Si tratta infatti delle prima scosse, tre, di una certa rilevanza dal 27 settembre.
Il ritorno del terremoto ha colto di sorpresa e spaventato la popolazione, che si stava gustando un periodo di calma. Il sindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea, getta acqua sul fuoco: “In paese non c’è paura, in ogni caso siamo pronti a tutto”. I cittadini, comunque, si sono spaventati, anche se nessuno è uscito di casa.
Intanto, da uno studio nazionale emerge che in Abruzzo sono in zone a rischio dissesto idrogeologico 100 mila persone, 132 scuole e 9 ospedali.
SINDACO PIZZOLI: ”NON C’E’ PAURA, MA SIAMO PRONTI”
L’AQUILA – “Abbiamo sentito la scossa, ma non è stato niente di allarmante”.
Non sembra particolarmente turbato il sindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea, dopo le scosse a cavallo tra ieri e oggi, con la terra che è tornata a tremare in modo significativo dopo una quindicina di giorni di quiete.
“Non ho avuto paura – afferma il primo cittadino – e che io sappia tra gli abitanti di Pizzoli nessuno è uscito di casa”.
Eppure da alcune testimonianze della zona la paura c’è stata, l’incubo del terremoto sembra non finire mai. In ogni caso a Pizzoli non manca la prevenzione, fin dai tempi dello sciame di Montereale.
“In un paese di 6 mila abitanti – spiega la D’Andrea – una tensostruttura non servirebbe a nulla, ma fortunatamente abbiamo il palazzetto dello sport in grado di accogliere la popolazione se necessario, e speriamo di no”.
La prevenzione è stata fatta anche con campagne informative, soprattutto nei mesi scorsi. “Abbiamo spiegato alla gente – prosegue il primo cittadino – come si sarebbe dovuta comportare in caso di scossa forte e come raggiungere i campi d’accoglienza”.
“Non siamo preoccupati – conclude il sindaco – ma siamo pronti”.
LE SCOSSE
Le tre scosse sono state registrate tra ieri notte e questa mattina presto, nella zona attraversata dallo sciame sismico quest’estate che a lungo ha fatto temere un evento più potente “gemello” a quello del 6 aprile 2009, evento che fortunatamente poi non c’è stato.
Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il primo sisma è stato alle 21.50 di ieri, con magnitudo 2.7 e con epicentro nei pressi dei comuni di L’Aquila, Barete e Pizzoli.
Il secondo terremoto c’è stato invece all’1.46 di stanotte, con magnitudo 2 ed epicentro vicino a Pizzoli, Campotosto e Capitignano.
La terza scossa di terremoto, infine, è avvenuta alle 2:45, con magnitudo 2.4 ed epicentro in prossimità dei comuni dell’Aquila, Barete, Capitignano e Pizzoli.
Dai rilievi della Protezione civile, le tre scosse non hanno causato danni a persone o cose.
Il terremoto è stato avvertito dagli aquilani nella zona Ovest della città. Segnalazioni, in particolare, sono state ricevute dalla sala operativa dei vigili del fuoco dalle zone di Pizzoli e Cansatessa da cittadini impauriti dalla scossa, che è stata sentita anche a San Vittorino e addirittura in alcune zone del Teramano.
I GEOLOGI: TERRITORIO A RISCHIO
Intanto, il Consiglio nazionale dei geologi, per la prima volta, ha fotografato in un rapporto mlo stato di salute del territorio con un occhio in particolare sul rischio di dissesto idrogeologico.
Per quanto riguarda l’Abruzzo, la popolazione a rischio ammonta a 101.710 persone, le scuole in possibile pericolo sono 132 e gli ospedali 9.
In Italia, sei milioni di persone sono esposte a rischio idrogeologico, mentre il 40 per cento degli italiani risiede in zona sismica.



