L’AQUILA – “La tredicesima e mezzo stipendio. Tanto uscirà entro dicembre delle tasche dei lavoratori e dei pensionati se il governo non manterrà la promessa di prorogare la restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto e di abbattere l’importo da restituire. Le promesse non bastano più: in mancanza di certezze e di provvedimenti immediati, la Cgil chiederà a tutte le forze sociali e produttive, nonché alle istituzioni locali, la mobilitazione generale contro i soggetti istituzionali che hanno il dovere di mantenere gli impegni e dare le necessarie garanzie al territorio”.
È quanto denuncia il segretario generale della Cgil L’Aquila, Umberto Trasatti.
“Nel frattempo, già oggi, a causa dei ritardi e dell’incertezza riguardanti gli eventuali provvedimenti, alcune aziende hanno già effettuato le prime trattenute sugli stipendi dei dipendenti, mentre tutte le altre imprese e tutti gli enti hanno predisposto gli atti necessari a recuperare l’intera somme già nel mese di novembre”.
“Un lavoratore con uno stipendio netto di 1.400 euro – afferma Trasatti in una nota – e senza carico familiare, per andare sul concreto, dovrà restituire 1.313 euro di sola Irpef (con moglie e due figli a carico 1.245 euro), cui vanno aggiunti circa 500 euro di contribuiti Inps che lo stesso lavoratore dovrà ridare all’istituto previdenziale. Per questo diciamo che un singolo stipendio non basterà: ci vorranno appunto l’intera tredicesima e metà dello stipendio. Sempre che la retribuzione una persona ce l’abbia ancora, perché gli aquilani che nel frattempo hanno perso il lavoro dovranno lo stesso restituire le tasse e i contributi sospesi”.
Secondo Trasatti questo “salasso colpirà non soltanto i lavoratori ma anche le imprese, che dovranno restituire, oltre all’Irpef, anche i contributi Inps sospesi e a carico delle aziende, nonché l’Irap. Se tutto ciò dovesse realmente accadere, entro la fine dell’anno i consumi subirebbero un vero e proprio tracollo (con le evidenti ripercussioni sulle attività commerciali), mentre le imprese avrebbero un doppio colpo: sia sul versante delle liquidità da restituite in tasse, sia per un ulteriore riduzione delle vendite e della produzione”.
“Nei mesi scorsi il governo nazionale e la Giunta regionale – prosegue in una nota – hanno garantito gli interventi necessari a prorogare la restituzione delle tasse e ad abbattere l’importo dovuto. Il tempo che ci resta sono soltanto pochi giorni e poche ore”.
“In questa città – conclude Trasatti – ogni pur modesto risultato si è ottenuto soltanto grazie alla mobilitazione dei cittadini e non per gentile concessione di qualche potente. In questo paese si viaggia molto più velocemente quando si tratta di approvare condoni e concordati fiscali a favore degli evasori e dei soliti noti”.



