L’AQUILA – La terra trema di nuovo, proprio mentre il sismologo Christian Del Pinto è dall’altro capo del telefono e cerca di spiegare, ancora una volta, che non può essere escluso nulla, neanche che di scosse ce ne siano delle altre ancora e per chissà quanto altro tempo.
“Ce se lo poteva aspettare? Di certo non si poteva negare – afferma – lo vado dicendo dal 2010 che la faglia di Montereale è una zona a rischio, sono stato attaccato da alcune persone che ancora oggi negano l’esistenza di quella faglia”.
Del Pinto parla dell’Alta Valle dell’Aterno, da mesi interessata da un incessante sciame sismico, come di “una zona che ancora non ha espresso il suo potenziale, e questa è una valutazione fatta in base all’estensione della faglia”.
La scossa di magnitudo 5.3 alle 10,25 a Montereale (L’Aquila), era stata in un primo momento localizzata “sempre sui Monti della Laga, tra Accumoli ed Amatrice – spiega Del Pinto – ma dall’Emsc (l’Ingv francese, ndr), poi è arrivata la localizzazione dell’Ingv da considerarsi più fedele avendo stazioni sul territorio”.
“Affermare che la scossa 5.3 è la più forte è sbagliato – aveva detto qualche istante prima – si cadrebbe nell’errore fatto dall’Ingv nel 2009 quando disse che l’evento di magnitudo 4.1 del 30 marzo era il picco”, e poi arrivò quella del 6 aprile.
“Una replica in Appennino centrale è sempre possibile, anche se poi non c’è – spiega Del Pinto – però è avvenuto all’Aquila, in Molise e nell’Umbria-Marche, non si può escludere a priori perché significherebbe fare previsioni e queste non hanno nulla a che fare con la sismologia”.
Il rammarico del sismologo è che “nonostante convegni, segnalazioni e interviste, c’è ancora gente che mi accusa di affermare il falso quando sostengo l’esistenza della faglia di Montereale”.
“Chi mi accusa? Persone che si affidano ad un database delle strutture sismogenetiche dell’Ingv piuttosto datato in cui la faglia di Montereale non era censita”, spiega.
“Sarebbe ora, soprattutto tra gli amministratori, che si iniziasse a prendere in considerazione di fare prevenzione, cosa aspettano, di dover ricostruire? La politica dello struzzo è deleteria”, chiosa Del Pinto.



