L’AQUILA – Sono passati due anni e mezzo da quando si sono incatenati davanti alla sede del Comune dell’Aquila, a Villa Gioia, come forma di protesta per la mancata assistenza post-terremoto.
Oggi i coniugi Euplio Bellaprima, 69 anni, e Carmela Guardo, 57, tornano a far sentire la loro voce. Vivono in affitto a Roseto degli Abruzzi (Teramo), per loro niente Map o alloggio del progetto C.a.s.e.
Il loro ex proprietario di casa ha ceduto l’appartamento ad altre persone, sostenendo di aver inviato una lettera di sfratto ai coniugi prima del sisma. I Bellaprima ribadiscono invece che non è così e per accertare la verità hanno avviato una causa legale.
La loro disperazione, però, è sempre più forte. Vorrebbero stare all’Aquila, la città in cui vivono la loro figlia con le due nipotine. Invece sono costretti a fare avanti e indietro, quasi ogni giorno. “Siamo disperati, chiediamo che l’amministrazione ci aiuti”, raccontano ad AbruzzoWeb.
La situazione dell’intera famiglia è piuttosto complicata. La figlia dei due, Francesca Bellaprima, 41 anni, vive ancora in un Map a Paganica che ha occupato nel giugno del 2011 insieme alla sue bimbe che oggi hanno 15 e 9 anni.
La donna è stata condannata a 4 mesi per l’occupazione del modulo abitativo e ancora vive lì: si scalda con le stufette perché non c’è il gas. Nello stesso alloggio, che ha una sola stanza da letto, una sala-cucina e un bagno, vive anche il suo ex compagno, Gianluca D’Amore, che per moltissimo tempo ha dormito in macchina, rimasto senza casa dopo la rottura con la donna, non essendo nello stesso stato di famiglia.
Per dargli una mano, Francesca ha deciso ora di ospitarlo. In sostanza, in un Map di circa 40 metri quadrati vivono in 4. Quando arrivano i nonni da Roseto, sono in 6. “Ci arrangiamo a dormire sulle brandine – spiega Carmela – ma la situazione è insostenibile”.
La situazione economica di Francesca è difficile, la donna ha lasciato il lavoro dopo che alla figlia più grande è stata diagnosticata una nefrite interstiziale cronica. Da allora deve portarla in giro per ospedali, tra Roma e Napoli. “Devo stare vicina a mia figlia – dice Carmela, con la voce rotta dal pianto – lei ha bisogno di me”.
Una soluzione è stata offerta ai Bellaprima dal Comune: “Ci hanno detto che era disponibile un alloggio Map a Bagno per tutti e 6 – spiega Euplio – in pratica avremmo dovuto fare un unico nucleo familiare. Ma io e mia moglie abbiamo bisogno dei nostri spazi, io sono invalido al 100% e vivere tutti insieme sarebbe difficoltoso”.
Inoltre, trovare una casa in affitto all’Aquila alle stesse condizioni di Roseto, dove pagano 500 euro al mese, a detta loro è impossibile. “Ora viviamo in un appartamento grande – dice ancora il signor Bellaprima – all’Aquila a quel prezzo ci sono solo monolocali. Noi siamo in due, è vero, ma abbiamo un’età per cui gli spazi angusti sono problematici. Inoltre con la mia sola pensione aiuto economicamente mia figlia e a fine mese non restano molti soldi a disposizione”.
A questo punto chiedono un intervento da parte dell’amministrazione comunale. “Ringraziamo tanto l’ex capo di ganinetto del sindaco, Pierpaolo Pietrucci, e l’associazione San Vincenzo femminile che ci stanno dando una mano – concludono i due – ma il Comune deve aiutarci concedendoci un alloggio del progetto C.a.s.e. o un Map. Siamo aquilani, vogliamo stare nella nostra città, vicino ai nostri cari”.



