L’AQUILA – Nuovo caso di revoca dell’assistenza all’assistenza alberghiera.

Purtroppo non fa più notizia, se non fosse che a ricevere la notifica di dover lasciare l’albergo che le ospita questa volta sono state due bambine di 6 e 13 anni.

Il caso è stato illustrato nel corso della conferenza stampa sulle criticità della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) convocata oggi dai consiglieri comunali Enrico Verini e Angelo Mancini.

Le due “signore”, come vengono chiamate sul documento inviato dalla Sge, si trovano in quell’albergo di Roseto insieme ai nonni dal 6 aprile 2009, in quanto la casa dove vivevano è stata classificata “B”, quindi parzialmente inagibile.

La madre, impiegata in una ditta di pulizie, è tornata all’Aquila per lavorare, mentre loro sono rimaste a Roseto con i nonni per terminare l’anno scolastico.

La Sge ha comunque cercato di rimediare alla situzione con un’ordinanza che permette loro di restare nell’albergo fino a conclusione dell’anno scolastico.

Il problema per i nonni, però, rimane. Dal marzo scorso hanno perso anche loro il diritto all’assistenza, e per ogni settimana che rimangono in albergo per assistere le nipotine devono sborsare 500 euro.

“Denuncerò la Giuliani per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico”, ha detto Euplio Bellaprima, il nonno delle due bambine.

La famiglia ha perso l’assistenza in quanto il proprietario della loro casa, che nel frattempo è stata riparata, ha deciso di non affittarla nuovamente, adducendo come motivazione l’esigenza di andarci a vivere.

Secondo il signor Bellaprima, invece, questo non sarebbe vero.

“Nell’appartamento ora non ci vive nessuno, è vuoto e noi siamo senza casa”.

La dirigente della Sge, secondo il signor Bellaprima, è colpevole di non aver analizzato a fondo la sua situazione prima di imporre l’abbandono della struttura alberghiera.

“Non ho una casa, ho problemi di salute, devo assistere le mie nipoti e non posso lasciarle qui da sole”.

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