L’AQUILA – Una ditta privata incaricata di mettere in sicurezza dopo il terremoto Palazzo Carli Benedetti, nel centro storico dell’Aquila, ha sfondato gli affreschi settecenteschi sopra le porte dell’edificio. A rivelarlo è stato oggi il Corriere della Sera.
L’impresa avrebbe messo i tiranti sui dipinti e quando i proprietari del palazzo si sono accorti dei buchi negli affreschi hanno segnalato al Comune e al commissario straordinario il danno.
La Soprintendenza per i Beni storico-artistici abruzzesi ha compiuto un’ispezione che ha accertato il danneggiamento degli affreschi. Ora la pratica è all’esame della procura della Repubblica.
PARLAMENTARI DEL PD: ”RIDARE OPERATIVITA’ ALLE SOPRINTENDENZE”
L’AQUILA – “Com’è possibile che lavori commissionati per mettere in sicurezza un palazzo di grande valore artistico nel centro storico dell’Aquila procurino danni a quanto era uscito indenne dal terremoto?”.
Se lo chiedono i deputati del Partito democratico, Manuela Ghizzoni e Giovanni Lolli, che girano la domanda direttamente al ministro Sandro Bondi, non prima di aver avanzato un’ipotesi.
“Questo – insinuano – è l’esito delle procedure commissariali che esautorano le strutture competenti per gli interventi di restauro e consolidamento di beni architettonici e storico artistici. Quanto accaduto a Palazzo Carli Benedetti all’Aquila ne è l’esempio lampante”.
“È giunto – hanno aggiunto Lolli e la Ghizzoni – il momento di riattribuire alle soprintendenze le proprie competenze di piena operatività in campo alla progettazione di interventi di recupero e restauro, solo così si può assicurare la tutela di un patrimonio culturale sfregiato dal terremoto e che l’incuria umana può ulteriormente danneggiare”.
“Sarebbe bene – concludono – che il ministro Bondi ascoltasse e facesse proprie le parole espresse chiaramente dai tre soprintendenti dell’Abruzzo e dal direttore dell’Archivio di Stato, che da anni assolvono al loro compito con esperienza e competenza”.



