L’AQUILA – Sviluppo dei territori e ricostruzione socio-economica post terremoto.

Sono questi gli elementi portanti del progetto di rilancio dei comuni riuniti nella “Area omogenea della neve”, che ricomprende i Comuni di Rocca di Mezzo, Ovindoli, Rocca di Cambio e Lucoli, tutti in provincia dell’Aquila a pochi chilometri dal capoluogo.

Un’iniziativa che punta alla valorizzazione delle vocazioni presenti nei quattro centri montani, attraverso il potenziamento degli impianti di risalita insistenti nei bacini sciistici di Campo Felice, Ovindoli Monte Magnola, Rocca di Cambio.

Nell’ottica di questo progetto, redatto dall’Università “La Sapienza” di Roma, coordinato dalla professoressa Lucina Caravaggi, uno dei punti nodali del rilancio è rappresentato dal completamento dei lavori della galleria di Serralunga che collegherà l’autostrada A24 con l’Altipiano delle Rocche.

All’incontro pubblico a Palazzo Silone all’Aquila prendono parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, il coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, il sindaco di Rocca di Mezzo e coordinatore dell’area omogenea della neve, Emilio Nusca, oltre a numerosi primi cittadini del cratere e rappresentanti dell’ateneo romano.

Il piano di sviluppo prevede, tra le altre cose, anche, la realizzazione di un campo da golf a Rocca di Mezzo, di un campo volo a Lucoli, di un polo ippico a Ovindoli e di un “polo d’acqua” a Rocca di Cambio (sport e benessere legate all’acqua).

Al contempo sono previste infrastrutture per il miglioramento dei centri urbani e dei nuovi insediamenti abitativi nati dopo il terremoto, come le cosiddette ‘strade paesaggio’, o il potenziamento dell’offerta ricettiva, come il rilancio del progetto del cosiddetto ‘albergo diffuso’ a Lucoli.

“Non è un progetto fine a sè stesso – ha spiegato il sindaco Nusca – ma un’idea progettuale che intende coinvolgere tutti i protagonisti della ricostruzione, dalle Istituzioni al Bacino del Gran Sasso agli Enti Parco”.

L’iniziativa rappresenta il primo “step” dopo la presentazione a Palazzo Chigi del febbraio scorso del progetto per il rilancio del turismo montano.

LETTA: “L’INIZIO DI UN PERCORSO DI SVILUPPO”

“Quello illustrato questa mattina è l’inizio di un percorso di sviluppo che, al contempo, saprà tener conto della tutela e la salvaguardia dell’ambiente” ha esordito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, commentando lo studio effettuato dall’Unversità ‘La Sapienza’ di Roma, i cui studenti sono stati ribattezzati “gli angeli della neve, così come i giovani che soccorsero la  città di Firenze dopo l’alluvione furono definiti ‘gli angeli del fango’. Vorrei che un domani si pensasse a questi giovani n questo modo”.

Letta, abruzzese di nascita che tra quei monti sull’Altipiano delle Rocche ha trascorso numerosi anni della sua infanzia ha spiegato di ripartire alla volta di Roma “confortato ed entusiasta. Ho riscontrato la volontà tipica degli abruzzesi, la forza la tenacia ma anche l’amore per i luoghi in cui si vive. Il progetto susciterà un dibattito, forse delle polemiche e magari dei veleni: io stesso ricordo, quando me ne occupai da giovane corrispondente del quotidiano ‘Il tempo’, delle polemiche per gli impianti a Campo Felice. Oggi mi sembra che tutto sia stato superato e i risultati siano sotto gli occhi di tutti, tanto che si parla di riunire i bacini sciistici.

Letta ha poi rimarcato “l’intuizione dei sindaci (non solo quelli dell’area omogenea) di affidarsi all’Università alle quali affidare i progetti di rilancio dei propri territori. Le università, luoghi dove sono concentrati i saperi. Capisco che qualche tecnico o studio professionale temano di perdere un po’ di lavoro, ma il supporto fornito dagli atenei e dal bagaglio di conoscenze messo a disposizione non può  essere paragonato”

“Con il terremoto c’è la possibilità di riuscire a risolvere problemi preesistenti al 6 aprile 2009, attraverso una rinnovata concordia tra i sindaci che qualcuno ha definito ‘campanilismo illuminato’, grazie al quale viene mantenuta una sana competizione tra i territori, volta allo stimolo di ambizioni sempre più grandi”.

“Ritengo – ha chiosato il sottosegretario – che oggi ci siano le possibilità e le potenzialità di portare alla nascita di uno dei centri turistici più grandi d’Europa, nel quale l’attenzione per l’ambiente,  la tutela del paesaggio non sono messi in secondo piano”.

CHIODI: “MARKETING TERRITORIALE PER ATTRAZIONE INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI”

La possibilità di creare nuove infrastrutture e potenziare l’appeal dei territori secondo il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, “stimolerà investimenti privati ma anche pubblici. Il marketing territoriale è alla base di una strategia di sviluppo, operata attraverso competenze tecniche e professionali come quelle delle messe a disposizione dalle Università”.

FONTANA: “RICOSTRUZIONE E PIANIFICAZIONE CON SOSTEGNO UNIVERSITA’’’

Sono 36 i comuni del cratere sismico che hanno affidato la redazione dei piani di ricostruzione e sviluppo dei territori alle università, come conferma il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

“Nel predisporre la legge 77 – spiega – il legislatore  non ha parlato solo di ricostruzione dei territori, ma anche di pianificazione. Due concetti che sono in stretto dialogo tra loro che i Comuni hanno inteso elaborare affidandosi alle Università. Nessun sindaco si è spogliato o Consiglio comunale si è spogliato delle proprie competenze, ma c’è stato un percorso condiviso e partecipato per la rinascita post terremoto”.