L’AQUILA – Potrebbe essere il giorno atteso da cittadini ed imprese del cratere sismico: il Consiglio dei ministri che si riunirà oggi  a Roma dovrebbe inserire all’interno del decreto ‘Milleproroghe’ il provvedimento relativo al rinvio della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Come annunciato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in diverse occasioni, i terremotati abruzzesi saranno trattati come altre popolazioni colpite da calamità naturali, ovvero  Marche e Umbria e Molise e alluvionati di Alessandria; la restituzione delle tasse sospese, in questi casi, è avvenuta dopo dieci anni dall’evento calamitoso e con un abbattimento al 40%.

Proprio in questa direzione è rivolto l’ordine del giorno approvato alla Camera, il 19 novembre scorso, un ordine del giorno da tutti i parlamentari abruzzesi, in maniera bipartisan: equiparare il cratere sismico ad altre realtà devastate da terremoti e alluvioni.

“È chiaro che non si farà nessun trattamento meno favorevole per gli aquilani e gli abruzzesi di quanto è stato fatto alle altre popolazioni colpite da sismi paragonabili a quello dell’Aquila” aveva dichiarato il premier solo qualche giorno fa durante la presentazione dell’ultimo di Bruno Vespa a Roma; il popolare giornalista Rai, a sua volta, sia in tv sia in una recente manifestazione all’Aquila si è detto pronto “alla rivoluzione” qualora il Governo non approvi la proroga dei benefici fiscali.

Ancora Berlusconi prima lo aveva dichiarato nel corso di una conferenza stampa a Roma a Palazzo Chigi, promossa per fare il punto sulla ricostruzione post sisma, a cui presero parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.