L’AQUILA – “La manifestazione di oggi davanti a palazzo dell’Emiciclo e quella di venerdì, che partirà dalla Villa Comunale, sono il segnale che una popolazione esasperata, stufa di dover chiedere e pregare per ogni cosa che le spetta di diritto, vuole lanciare al Paese e al Governo, ma anche ai commissari e ai rappresentanti delle istituzioni regionali”.

Lo afferma il consigliere provinciale, Pierpaolo Pietrucci.

“La vicenda della restituzione delle tasse e dei tributi sospesi a causa del sisma, – prosegue Pietrucci – che solo gli aquilani, tra altre popolazioni colpite da catastrofi, dovranno restituire per intero, senza ulteriori proroghe e senza abbattimenti, è solo l’ultimo affronto alla dignità e alla pazienza di un territorio martoriato, che si è rimboccato le maniche dopo il sisma ma che, troppo spesso, è stato lasciato solo”.

“Quello che serve subito – suggerisce il consigliere – è un decreto che consenta di rinviare i prelevamenti dalle buste paga, per poi ottenere, con strumenti normativi efficaci e copertura finanziaria certa, una proroga e l’abbattimento del 60 per cento rispetto alle somme da restituire. Il problema va risolto una volta per tutte”.

“Gli aquilani – rileva Petrucci – non possono continuare a elemosinare, ogni sei mesi, provvedimenti e interventi temporanei e insufficienti che vengono concessi, per l’appunto, come atto di carità. Nella città in cui, a due anni e mezzo dal sisma, è tutto fermo, in cui aumentano disoccupati e cassintegrati e in cui l’allarme sociale è ormai a livelli di guardia, bisogna che facciamo sentire la nostra voce, bisogna che l’intero Paese, e chi lo governa, comprendano che l’emergenza non e’ finita, che abbiamo ancora bisogno di aiuto”.

“In un momento di fibrillazioni politiche, di crisi economica e di nuove catastrofi naturali – commenta infine il consigliere provinciale – è tanto più importante che, attraverso la nostra voce, dobbiamo tenere alta l’attenzione su una tragedia non ancora superata e troppo spesso dimenticata”.