L’AQUILA – Una serie di scosse di terremoto ha fatto passare una notte in bianco agli aquilani.

Eventi tutti di piccola entità, con una magnitudo inferiore a 3, ma con epicentri alle pendici del Monte Pettino e proprio sotto l’ospedale San Salvatore.

Scosse distintamente avvertite da gran parte della popolazione e si è subito innescato un effetto psicosi che si è riversato sui social.

Dieci in tutto gli eventi registrati dall’Ingv a partire dalle 23,51 di ieri sera (magnitudo 2.3), fino a stamattina alle 5,44, quando una scossa di magnitudo 2.3 ha avuto epicentro a 10 chilometri di profondità sotto la facoltà di Scienze dell’Università dell’Aquila, nei pressi del nosocomio.

“La faglia di Monte Pettino, identificata come la principale responsabile dell’evoluzione del bacino di L’Aquila, secondo alcuni lavori (Blumetti, 1995; Galadini et al., 1996) avrebbe concorso, simultaneamente alla faglia di Monte Marino di Pizzoli, all’evento sismico del 2 febbraio 1703 – ha scritto su Facebook il sismologo Christian Del Pinto – Mediante misure di microzonazione, si è potuta determinare la distribuzione ipocentrale degli eventi ad essa associata, con terremoti superficiali localizzati tra gli 8 e i 12 Km di profondità”.

“Una nuova attività sismica in quell’area è tutt’altro che da sottovalutare (e ciò non vuol dire che certamente possa a breve rilasciare un evento importante!). Nonostante ci siamo i soliti ‘Capisciò’ (per dirla in idioma nostrano) che continuano a dire che le faglie dell’Aquilano hanno scaricato. Ed è la stessa cosa che dissero anche dopo il terremoto del 6 aprile 2009”, ha aggiunto.