L’AQUILA – “A un anno e mezzo dal sisma stanno venendo fuori tutti i problemi nella loro reale complessità”.
A denunciarlo è Antonio Perrotti, attivista dei comitati cittadini aquilani, che fa un bilancio della situazione post sisma dell’Aquila. “Va innanzitutto evidenziata – afferma Perrotti – l’inadeguatezza delle soluzioni adottate nella fase di emergenza. Già la Legge iniziale mentre ha delineato la soluzione Fintecna società finanziario-immobiliare per l’acquisizione-recupero di patrimonio immobiliare privato, non ha voluto riconoscere in analogia agli altri terremoti un rinvio di almeno 5 anni delle tasse e il rimborso al 100 per cento dei danni per qualsiasi tipologia di proprietà”.
Perrotti è critico anche sulla costruzione dei Map e degli alloggi del progetto C.a.s.e., che definisce “sottodimensionato, sperequante e costoso”.
“Particolarmente devastante nel comune dell’Aquila- prosegue – è stata anche la scelta dell’amministrazione comunale di consentire per 36 mesi interventi in precario (baracche) dovunque e comunque con la conseguenza, oggi evidente, di aver aperto una falla difficilmente riconducibile a norma e ordine urbanistico e di aver causato un conseguente degrado-consumo di territorio”.
“È ormai improrogabile – conclude Perrotti – che la Regione, superando l’illegittima fase di commissariamento, si riappropri dei compiti di coordinamento della ricostruzione e adotti un Progetto Speciale regionale per le aree del cratere che dia indicazioni produttive,direzionali e infrastrutturali e che delinei un vero e proprio Piano Pluriennale di Attuazione supportato economicamente e capace di dare certezze ai comuni e ai cittadini”.



